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10/14/2008
Psicosa? Psicome? Psichi? Una serie di eventi per presentare un libro divertente per conoscere, ridere e sopratutto riflettere. La vivacità dei bambini non è una malattia! Silver insieme al suo simpaticissimo Lupo Alberto, presenterà il libro "PsiCosa? PsiCome? …PsiChi?". Un numero unico realizzato dal creatore dell'universo legato alla fattoria McKenzie, che, per questa occasione, ha tratto dalla sua penna, un racconto entusiasmante, ricco di umorismo e di saggezza. Leggi tutto
Giornata mondiale per la Salute Mentale: psichiatria e culturaLa sofferenza psichica costituisce oggi un problema di salute pubblica in costante evoluzione sia in termini quantitativi di numero di soggetti coinvolti e di conseguenze nella vita sociale... Contributo di Andrea Mazzoleni, socioterapeuta Leggi tutto
GSK condannata a rimborsare 40 milioni di dollari per l'uso di Paxil sui bambini La Glaxo Smith Kline nuovamente alla luce dei riflettori negli USA per una causa sull'utilizzo di Paxil su minori... ...Paxil non è stato mai approvato sui bambini, per cui non c’erano avvertenze particolari sul suo uso pediatrico sul foglietto informativo del Paxil. Quindi le prescrizioni e la vendita del Paxil sui bambini è stata tutta al di là delle indicazioni effettive, cosa che è permessa ma con severe restrizioni su tali azioni promozionali e di marketing Contributo di Einstein Leggi tutto
Volete che la scuola dei vostri figli sia un luogo d'Istruzione ed Educazione?Creato il primo vademecum per aiutare i genitori a salvaguardare i loro diritti e quelli dei propri figli nella scuola. Contributo del CCDU Leggi tutto
Il Marketing delle malattie - Come creare malattie e malatiNegli ultimi anni sono proliferati gli operatori del marketing che utilizzano la sensibilizzazione ai problemi sanitari come uno strumento potente per vendere farmaci. Sono aumentate a dismisura anche le pubblicità dei farmaci. Ad ogni ora del giorno vengono trasmessi spot per incrementare le vendite di prodotti farmaceutici contro il mal di testa, mal di schiena, mal di gola, raffreddore, ecc. Contributo di Esopo Leggi tutto
Farmakiller: Business, folle e morti in nome della medicina e della scienza - Come difendersi Un interessante libro con prefazione di Beppe Grillo sui danni collaterali dei farmaci, psicofarmaci inclusi, scaricabile gratuitamente. I danni collaterali da farmaci sono la quarta causa di morte in America. Farmakiller è il libro verità sui rischi che corre ogni giorno la nostra salute a causa dei farmaci e della “medicalizzazione” della società. Una denuncia documentata dei danni irreparabili e delle morti causate dalla medicina ufficiale. Un colossale business costruito tutto sulla pelle dei malati e delle persone sane, avvalorato da “camici sporchi”... Leggi tutto
Questo ed altro su www.nopsych.it
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10/12/2008 La società deve vigilare sulla psichiatria
La società deve vigilare sulla psichiatria, questo è il senso del messaggio ribadito al convegno tenuto Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale è necessario che la società rifletta sul potere che ha dato agli psichiatri nei confronti delle persone più indifese e deboli della società. In questo modo potremo impedire gli abusi e gli orrori che giornalmente, anche mentre leggiamo questo articolo, si verificano negli ospedali psichiatrici all’insaputa della gente. C’è stata una buona partecipazione e molte persone hanno recepito il messaggio e hanno comprato anche fino a 5 libri per regalarli ai propri cari e informare altri su quanto succede dietro le porte delle strutture psichiatriche. Il libro di Alice Banfi si intitola "Tanto scappo lo stesso – romanzo di una matta", la storia di Alice (e non solo), non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore o giorni. Alice Banfi ha descritto con particolari agghiaccianti le sue esperienze. “Il momento peggiore quando sei legato è quando vuoi andare in bagno, quando hai sete. Mi facevo la pipì addosso. L’impossibilità di muoversi è tremenda. Invece di diventare più sana, mi sentivo sempre peggio.” Alice ha raccontato anche di un abuso diffuso relativo alla somministrazione di psicofarmaci. “A me davano dosi da cavallo che mi hanno persino causato un’intossicazione midollare. I miei globuli bianchi stavano scendendo al minimo e stavo per morire. A causa degli psicofarmaci a soli vent’anni andavo in giro con il pannolone. Ma la cosa strana è che tutti ricevono gli stessi farmaci in dosi assurde e per le malattie più diverse. È una cosa diffusa, sono stata in molte strutture e la musica era sempre la stessa.” Riferendosi a psichiatri che usano gli psicofarmaci in questo modo, non ha mezzi termini: “Sono dei criminali. Penso che abbiano delle motivazioni economiche altrimenti rifletterebbero sui danni che stanno causando.” Lorenzo Toresini, Primario dei Servizi di Salute Mentale dell’A.S. di Merano è intervenuto esprimendo la sua totale contrarietà alla contenzione. Secondo la sua opinione, la contenzione non può far altro che danneggiare la persona ed è totalmente inutile dato che nel Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano hanno dimostrato senza ombra di dubbio che si può aiutare e curare in modo umano e senza ricorrere alla contenzione. Il dott. Toresini ha dichiarato la sua soddisfazione per queste iniziative della società civile, poiché denunciando gli abusi possono portare a una vera riforma della psichiatria. Peter Campidell, responsabile del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Bolzano ha dichiarato di essere certo che la conoscenza di queste realtà contribuirà a far crescere la volontà di abolire totalmente la contenzione fisica, come recentemente deliberato dalla Regione Toscana, che ha vietato qualsiasi mezzo di contenzione nelle proprie strutture psichiatriche. WWW.CCDU.ORG 10/11/2008 PENSIERI IN-BARAZZATI "Secondo un'indagine, realizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Unione Europea, circa il 29% degli europei soffre di problemi psichici, il 14% di depressione, il 16% di ansia." Da: RAGIONPOLITICA.it - Disagio mentale. La priorità è prevenire - di Carlo D'Andrea Se non sbaglio a contare, ben 59% degli europei soffrono di disturbi mentali. Se non sbaglio a interpretare, ben 59% delle probabilità, l'affermazione precedente è un'aberrazione mentale. 10/9/2008 Su Ragionpolitica è apparso l'articolo che segue. Ho lasciato sul sito il mio commento che trovate alla fine dell'articolo. ____________________ Da: RAGIONPOLITICA.it Disagio mentale. La priorità è prevenire
di Carlo D'Andrea d'andrea@ragionpolitica.it La recente tragedia di Genova, con la morte del poliziotto Daniele Macciantelli ucciso da un giovane malato di mente, è soltanto l'ultimo evento indicativo della situazione critica in cui versa l'assistenza psichiatrica in Italia. Secondo un'indagine, realizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Unione Europea, circa il 29% degli europei soffre di problemi psichici, il 14% di depressione, il 16% di ansia. Circa 58 mila cittadini dell'Unione si suicidano ogni anno, più delle morti per incidenti e Aids, e un numero di circa dieci volte superiore tenta il suicidio. A fronte di un'incidenza sempre più alta di questi disturbi, però, solo una persona su quattro si rivolge a uno specialista, solo una su tre riceve un trattamento appropriato, sia farmacologico che di supporto psicologico. Diversi paesi del nord Europa si sono pertanto già da tempo mossi per riformare l'assistenza psichiatrica aumentando le risorse e pianificando servizi efficaci di prevenzione e di cura sul territorio. In Italia, con la chiusura dei manicomi sancita dalla Legge Basaglia del 1978, il pubblico pare essersi ritirato dal compito così oneroso e complesso della cura e dell'assistenza per i disturbi mentali, lasciando soli i malati e le loro famiglie. E invece, se da un lato quel provvedimento ha messo fine a una pratica che spesso degenerava in veri e propri abusi, dall'altro ha segnato l'inizio della solitudine per chi si è trovato a fronteggiare l'assistenza dei propri cari. Il disagio mentale è così diventato oggi una vera e propria emergenza, tanto più grave quanto più trascurata da istituzioni e media. È questione innanzitutto di risorse, ma non solo. Spesso gli stanziamenti previsti sono sperperati in pratiche assolutamente inadeguate a rispondere, anche solo parzialmente, alle complesse esigenze delle famiglie che soffrono quotidianamente queste situazioni. È il caso della Campania, dove la giunta regionale spende circa 11 milioni di euro, sui 15 stanziati ogni anno per il disagio mentale, prevedendo interventi specialistici per le emergenze su ventiquattro ore. Un servizio, quello notturno, costosissimo e che, per una media di una chiamata ogni dieci giorni, finisce per assorbire la gran parte degli stipendi con gli straordinari di medici e infermieri, lasciando sprovvisti di una vera assistenza quotidiana le famiglie degli oltre 280 mila pazienti campani. Altre Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna, l'Umbria e la Lombardia, si stanno adoperando per dare risposte più efficaci al disagio mentale ma mai come in questo caso la verifica dell'uniformità a livello centrale dovrebbe essere stringente, severa e costante. Non basta varare linee guida, bisogna intervenire subito con stanziamenti straordinari diretti alle famiglie che, accollandosi l'assistenza del proprio congiunto, sgravano lo Stato di un pesante onere. Il tutto, evidentemente, deve avvenire garantendo la massima trasparenza e ottimizzazione delle risorse ponendo al centro dell'intervento i malati e i loro familiari, lasciando che siano questi ultimi a organizzare l'assistenza ricorrendo al pubblico o al privato. La discussione sul federalismo fiscale e sui decreti attuativi che dovranno definire i servizi fondamentali soggetti a perequazione integrale, e i relativi costi standard, offre oggi un'occasione imperdibile per intervenire su questa vera emergenza sociale. Come le Regioni chiedono più risorse per svolgere più compiti, così il governo centrale dovrebbe riservarsi la facoltà di riprendersi quote di gettito quando sia verificata l'incapacità, da parte delle amministrazioni locali, di offrire servizi efficaci in un campo così critico come l'assistenza psichiatrica. È necessario, inoltre, mettere mano a un piano complessivo che rapidamente intervenga nel campo della prevenzione delle malattie mentali. Oggi l'Italia spende circa il 5% del budget della salute per il disagio mentale, contro una media europea del 7,25%. Il Regno Unito destina ai disturbi mentali il 12% della spesa sanitaria e non è questione solo di solidarietà. Nel nord Europa si fa sempre più spazio la consapevolezza dell'aumento costante di queste patologie e della necessità di riuscire a prevenirle e curarle nel modo più tempestivo. Sempre secondo l'Oms, in Europa il costo economico delle malattie mentali, infatti, è enorme, tra il 3% ed il 4% del prodotto interno lordo. Intervenire nella prevenzione primaria significa aumentare le possibilità di arginare lo sviluppo della malattia e talvolta ottenere la guarigione del paziente, com'è stato provato nel caso della schizofrenia. Occorre pertanto garantire professionalità e funzionalità dei Centri di saluti mentale su tutto il territorio e aumentare l'offerta di psicoterapia nelle Unità operative di salute mentale avvicinandoci agli standard europei. Il numero di psicologi nel nostro Paese è oggi di 3 ogni 100 mila abitanti contro una media europea di 23. La priorità è diffondere anche in Italia la cultura della prevenzione, ponendo l'accento sull'incidenza dei fattori ambientali nell'emergere di alcune patologie, e preparando ognuno ad affrontare con maturità il disagio mentale dell'altro superando lo stigma che ancora circonda queste patologie. Anni di sperperi hanno prodotto uno Stato sociale elefantiaco e inefficiente; ciò oggi c'impone una vasta opera di razionalizzazione: questo significa contenere la spesa ma anche rispondere in modo efficace nei servizi veramente essenziali per il benessere della società. Fonte: http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=248& _____________________ Ecco il commento che ho lasciato sul sito: "A ben guardare, la stragrande maggioranza degli episodi più efferati ed insensati di violenza hanno il denominatore comune che la persona che ha commesso il folle gesto ERA GIA' IN CURA PSICHIATRICA o AVEVA RICEVUTO IN PASSATO CURE PSICHIATRICHE!! Ma veramente vogliono far credere che il 30% della popolazione è psicotica? E in base a quali esami medici diagnostici? Non è che ciò che viene spacciata come soluzione (con un'ottima operazione di marketing) non sia invece la causa, ovvero le sostanze psicotrope che la psichiatria somministra?" 10/8/2008 Da; AffariItaliani.it Entertainment Musica / Pink rinasce grazie a Scientology Venerdí 12.09.2008 14:15 E' stata Scientology a risollevare la carriera della popstar Pink. La cantante, abbandonata dal marito Carey Hart dopo due anni di matrimonio, era entrata in depressione ed è stata la sua amica Juliette Lewis a introdurla alla controversa fede che ha per seguaci tanti divi di Hollywood tra cui Tom Cruise, Beck, Lisa Marie Presley e John Travolta.
Pink
Lo rivela il magazine Star, sottolineando che all'inizio Pink non era molto convinta di voler aderire a questa religione, ma con il passare del tempo il suo coinvolgimento è diventato pressochè totale. Fonte: http://www.affaritaliani.it/entertainment/musica-pink-rinasce-grazie-a-scientology120908.html
Alice Banfi TANTO SCAPPO LO STESSO romanzo di una matta Prefazione di Peppe Dell’Acqua COMUNICATO STAMPA Psichiatria e contenzione: orrori e abusi quotidiani "Tanto scappo lo stesso – Romanzo di una matta" è la storia di Alice, non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore e giorni. La storia di anni dentro e fuori i reparti, la sua lotta per scappare e affermare la sua individualità. Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizza una conferenza per presentare il libro di Alice Banfi ed informare e sensibilizzare la gente su questi temi. Saranno presenti anche alcune persone Alto Atesine che hanno subito dei gravi abusi nei reparti psichiatrici della Provincia di Bolzano. I manicomi sono stati aboliti trenta anni fa, ma ancora oggi dietro le porte dei servizi psichiatrici le persone che hanno un disturbo mentale sono spesso trattate come se non avessero gli stessi diritti degli altri cittadini. Vengono legate al letto o chiuse in camerini di isolamento, con metodi che farebbero giustamente scandalo persino se venissero attuati su pericolosi criminali o terroristi: chi vuole capire può leggere il libro di Alice, un'occasione unica di capire un mondo invisibile ma drammaticamente reali. Presenteremo anche delle storie di abusi subiti negli ospedali dell’Alto Adige, ma non dovrà essere visto come un attacco contro la psichiatria della nostra provincia. Questi abusi si verificano nei nostri ospedali come nel resto d’Italia quando la gente e la politica smettono di vigilare. L’obiettivo sarà quello di informare i cittadini per sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrati ai danni delle categorie più deboli e perché possano difendere i propri cari. Promuovere buone pratiche assistenziali significa mettere in discussione prioritariamente la contenzione (cioè la pratica di legare le persone ai letti). La letteratura sull’argomento dimostra che le camicie di forza farmacologiche e fisiche coincidono sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito, determinando una rapida perdita di abilità e alienazione. Ma c’è una speranza. Anche in Italia è nato un Club dei servizi psichiatrici “no restraint” che conta quindici centri, da Trieste ad Aversa, da Novara ad Enna. Sono luoghi dove i malati ricevono ascolto, sostegno, comprensione, senza lacci e senza porte sbarrate. E anche presso il Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Bisogna far conoscere queste realtà, per far crescere la volontà di fare altrettanto. PRESSEMITTEILUNG Die Psychiatrie und das Fixieren am Bett: Grausen und tägliche Misshandlungen “Ist egal, ich hau sowieso ab – Roman von einer Verrückten“ ist die Geschichte von Alice, nicht im Wunderland, sondern im Graßen von den Abteilungen der Psychiatrien, wo sie zusammen mit den Zwangsjacken von starken Psychopharmaka die Personen für Stunden und für Tage ans Bett festbanden. Die Geschichte von Jahren drinnen und außerhalb von den Abteilungen, war ihr Kampf zum Abhauen und sich ihrer Individualität durchzusetzen. Am Donnerstag den 9.Oktober organisiert das Bürgerkomitee für Menschenrechte um 10.30 im Kolpinghaus, in der Adolf-Kolpingstraße 3 von Bozen, eine Buchvorstellung von Alice Banfi um die Leute zu diesem Thema zu sensibilisieren. Es werden einige Fälle von Misshandlungen anwesend sein, welche schwäre Misshandlungen in den psychiatrischen Abteilungen der Provinz von Südtirol erlitten hatten. Die Irrenanstalten sind vor dreißig Jahren abgeschafften worden, aber noch heute hinter den Türen der Psychiatrie die Personen, welche geistige Störungen haben, sind oft behandelt als ob sie nicht die gleichen Rechte hätten der anderen Einwohner. Sie werden ans Bett gebunden, oder in den Zimmern eingeschlossen und abisoliert, mit Methoden welche richtigerweise Skandal auslösen würden, wenn sie von kriminellen oder Terroristen verübt würden: wer es kapieren will kann das Buch von Alice lesen, eine einmalige Gelegenheit um die unsichtbare Welt zu verstehen, aber dramatisch real. 9/25/2008 Ciao, Ecco le ultime iniziative contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini Le cose si stanno muovendo. Ieri 56 senatori hanno presentato un’interrogazione contro l’invasione delle associazioni pro-psicofarmaci nelle scuole (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=311980). Sono certo che presto avremo una legge a livello nazionale se continueremo a lottare in questa direzione. Paolo Petizione contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sarà presente sabato 27 settembre dalle 9.00 alle ore 19.00 a Bolzano presso il Museo Özi per organizzare una grande raccolta di firme. In Alto Adige la psichiatria sta promuovendo una nuova “malattia dei bambini”: ADHD mancanza di attenzione e iperattivitá. Da loro definita “malattia”, anche se non riescono a dimostrare nessuna alterazione organica. Questa “presunta” malattia viene diagnosticata solo con qualche sciocca domanda. Come per esempio: il bambino muove spesso le mani o chiacchiera troppo. Non esiste nessun altro mezzo con il quale si possa fare diagnosi. E ora abbiamo scoperto le sconvolgenti intenzioni della psichiatria e della sanità altoatesina. C’è una lettera ufficiale dell’assessorato alla sanità che parla di un progetto di screening per tutti i bambini a partire da età tenerissime al fine di “diagnosticarli” ed etichettarli come malati mentali, o peggio imbottirli di pericolosi psicofarmaci che possono indurre pensieri suicidi o creare gravi problemi cardiaci. La gente dell’Alto Adige vuole proteggere i bambini dalle lobby psichiatriche e dalle case farmaceutiche, ma la classe politica non si è ancora fatta sentire. Se avete a cuore i nostri bambini, affinché non vengano etichettati come malati mentali e imbottiti con pericolosi psicofarmaci, allora venite al Museo Özi a Bolzano sabato 27 settembre dalle 8.00 alle 19.00 per firmare la nostra petizione. Voi potete aiutare. www.ccdubozen.org Unterschriftensammlung gegen Psychopharmaka an Kinder Das Bürgerkomitee für Menschenrechte wird am Samstag den 27.September von 9.00 bis 19.00 in Bozen neben dem Özi Museum anwesend sein, um eine große Unterschriftensammlungsaktion zu machen. In Südtirol will die Psychiatrie eine neue „Kinderkrankheit“ werben. ADHS Aufmerksamkeitsdefizit – Hyperaktivitätsstörung, was sie als „Krankheit“ definieren, obwohl sie keine organischen Abänderungen feststellen können. Diese „angebliche“ Krankheit wird nur mittels einiger dummen Fragen diagnostiziert. Wie zum Beispiel: Bewegt das Kind oft die Hände, oder plappert es zu viel. Es gibt keine anderen Mittel, wo die Psychiatrie diese diagnostizieren kann. Jetzt haben wir die erschütternden Absichten der Psychiatrie im Gesundheitswesen von Südtirol erfahren. Es ist ein offizieller Brief des Gesundheitsassessors, welcher über ein Projekt über Massendiagnosen aller Kinder spricht, beginnend schon mit dem Kleinkindalter an, mit dem Ziel, sie als geisteskrank zu diagnostifizieren und zu etikettieren, aber schlimmer noch sie mit gefährlichen Psychopharmaka vollzustopfen, welche Selbstmordgedanken und schwere Herzprobleme hervorrufen können. Die Bevölkerung von Südtirol möchte die Kinder gegen die psychiatrischen Lobby und der Pharmaindustrie schützen, aber die politische Schicht hat bis jetzt leider noch nichts gemacht. Wenn Sie ein Herz für unsere Kinder haben, solange sie noch nicht als geisteskrank abgestempelt, und mit gefährlichen Psychopharmaka vollgestopft worden sind, dann kommen Sie am Samstag den 27.September von 9.00 bis 19.00 vorbei, um in Bozen neben dem Özi Museum Ihre Unterschrift abzugeben. Ihr könnt helfen. www.ccdubozen.org 9/23/2008
PENSIERI IN-BARAZZATI
Nella mia città domenica scorsa si celebrava la giornata europea dell'iniziativa "In città senza la mia auto".
Peccato che non ci fossero neanche autobus a sufficienza!
Non vi dico le attese che il bambino, mia moglie ed io abbiamo dovuto sopportare per l'arrivo della navetta. E quando l'autobus è arrivato era pieno all'inverosimile.
Pigiati come sardine siamo finalmente arrivati in città. Abbiamo fatto il giro delle bancarelle.
Poi per il rientro abbiamo subito le stesse angherie dell'andata, anzi peggio.
Dalla giornata europea de "In città senza la mia auto" ho capito che se veramente volessi rinunciare alla mia auto per andare in città, dovrei anche rinunciare alla città stessa! Almeno finchè non creassero dei servizi di trasporto alternativi più efficienti... 9/22/2008 COMUNICATO STAMPA IL CCDU A CHIOGGIA PER DENUNCIARE E SMASCHERARE LA DISINFORMAZIONE SULL’IPERATTIVITÀ DEI BAMBINI Le sezioni del CCDU di Verona, Padova e Trento hanno effettuato oggi a Chioggia un’azione di informazione ai cittadini ed ai partecipanti ad un convegno che promuoveva l’esistenza della “Sindrome da Disattenzione ed Iperattività” (in inglese ADHD) come vera e propria malattia psichiatrica, denunciando l’inconsistenza scientifica delle tesi a supporto di tale ipotesi. Se la prova oggettiva di una malattia spetta a chi ne dichiara l’esistenza, gravi e fuorvianti sono state le affermazioni odierne dello psichiatra dott. Dino Maschietto, che nel suo intervento ha più volte sottolineato l’esistenza di differenze fra bambini sani e malati nelle “dimensioni del cervello” e nelle “irrorazioni di alcune parti del cervello”. Non è tollerabile alimentare questa campagna con questo genere di “prove” inconsistenti ed affermazioni azzardate che non hanno alcuna base scientifica. Queste “diagnosi” vengono effettuate solo sulla base di test soggettivi per la valutazione comportamentale il cui unico fine è di etichettare bambini vivaci o disattenti come affetti da questa nuova “malattia” psichiatrica. Per mezzo di domandine del tipo: “ha difficoltà a giocare tranquillamente?” “Non riesce a stare seduto?” “Da seduto giocherella con le mani e i piedi?” “Non riesce a stare in silenzio?” ecc. i bambini vengono “diagnosticati” ed etichettati come affetti da ADHD. Tra i rischi di questo stigma vi sono la prescrizione di potenti psicofarmaci come il Ritalin (che rientra nella stessa categoria degli stupefacenti) con effetti collaterali disastrosi. Prova che i rischi di questo approccio sono reali e tangibili sono le recenti leggi approvate dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Trento per fermare l’uso di questi test attraverso le scuole ed ottenere un reale consenso informato ai genitori sui rischi dei trattamenti farmacologici. Gli stessi testi di legge sono stati presentati e sono in discussione sia in Parlamento che in altre 8 Regioni italiane. In Veneto prima firmataria della proposta di legge è lo stesso Assessore all’Istruzione, Elena Donazzan. Nella relazione di premessa alla legge scrive: “La tendenza a sottoporre i bambini a terapie prolungate a base di psicofarmaci – al fine di risolvere problemi che andrebbero affrontati con metodologie pedagogiche ed educative – è sempre più diffusa, e riguarda ormai molti milioni di bambini in età pre-scolare o scolare in tutto il mondo occidentale. Tale situazione impone al legislatore un intervento drastico su un orientamento terapeutico che ha la sua origine nella società americana fin dagli anni 80 e di cui è stata riscontrata la dubbia, e in alcuni casi deleteria, efficacia terapeutica. Sono prova di ciò i numerosi casi di morte o invalidità che hanno portato all'approvazione di 39 provvedimenti restrittivi in 25 stati americani e di 2 leggi federali restrittive in materia.” Anche se nei convegni come quello odierno viene detto: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... perché, da quando sono stati rimessi in vendita, l’83% dei bambini diagnosticati iperattivi e con deficit di attenzione (ADHD) presenti nel registro nazionale sono stati messi sotto psicofarmaci? (Fonte: Istituto Superiore della Sanità) Nessuno nega che esistano bambini con problemi di varia natura e genere; un bambino mai fermo e distratto può essere disattento o iperattivo per centinaia di motivi differenti. I comportamenti, anche problematici, sono manifestazioni di svariati problemi, non malattie. Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani O.n.l.u.s. 9/18/2008 Dopo tante, troppe, telefonate di genitori preoccupati per l'invasione di psicologi e psichiatri nelle scuole, dalle materne in su, abbiamo deciso di formulare questo VADEMECUM ad uso dei genitori. Forse non sarà la formula migliore, ma saremmo molto negligenti a non fare nulla al riguardo. Per una volta chiediamo che venga fatta una sorta di "catena di santantonio" per diffondere questo messaggio il più largamente possibile. In mancanza di fondi adeguati per portare la questione all'attenzione dei milioni di genitori, usiamo la forza della rete, sperando che questa risponda. Ci auguriamo anche che i Media, in ogni forma, facciano la loro parte. Chiediamo ad ognuno di girare alla sua lista d'indirizzi questo documento, metterlo sui siti, sui forum e nei blog dove la maggior parte dei genitori possa vederlo. Grazie a nome di tutti i bambini. Massimo Parrino Direttore CCDU onlus 02/36510685 www.ccdu.org ________________________________ VOI GENITORI, VOLETE CHE LA SCUOLA TORNI AD ESSERE PER I VOSTRI FIGLI UN LUOGO DI ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE E NON UNA FILIALE DELL’ASL? LA RISPOSTA E’ SI? ECCO COSA POTETE FARE, PASSO PER PASSO SCOPO DEL VADEMECUM:
Proteggere i bambini e le loro famiglie dalla dannosa influenza di psicologi e psichiatri nelle scuole. Sempre più genitori ci telefonano preoccupati di proposte psicologiche all’interno della scuola a partire dalla scuola materna. La maggior parte dei genitori non sa che questa è una specifica strategia per acquisire clienti in quel grande mare che è la scuola. Strategia sviluppata 40 anni fa in America da circa 10 anni è stata importata in Italia. Negli ultimi 4-5 anni ha avuto un boom anche da noi. In tutti i modi possibili psicologi e psichiatri stanno convincendo insegnanti e genitori che i problemi scolastici sono “malattie mentali” da curare e che solo loro possono risolvere il problema. Invitiamo tutti quanti a diffidare di tali professionisti che non possono dimostrare alcun cambiamento nel comportamento dei ragazzi se non un netto peggioramento. Il bullismo, che pretendono di risolvere, è una diretta conseguenza di questi programmi introdotti in Italia circa 10 anni fa. Per maggiori informazioni
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