Una serie di eventi per presentare un libro divertente per conoscere, ridere e sopratutto riflettere. La vivacità dei bambini non è una malattia! Silver insieme al suo simpaticissimo Lupo Alberto, presenterà il libro "PsiCosa? PsiCome? …PsiChi?". Un numero unico realizzato dal creatore dell'universo legato alla fattoria McKenzie, che, per questa occasione, ha tratto dalla sua penna, un racconto entusiasmante, ricco di umorismo e di saggezza. Leggi tutto
Giornata mondiale per la Salute Mentale: psichiatria e cultura
La sofferenza psichica costituisce oggi un problema di salute pubblica in costante evoluzione sia in termini quantitativi di numero di soggetti coinvolti e di conseguenze nella vita sociale... Contributo di Andrea Mazzoleni, socioterapeutaLeggi tutto
GSK condannata a rimborsare 40 milioni di dollari per l'uso di Paxil sui bambini
La Glaxo Smith Kline nuovamente alla luce dei riflettori negli USA per una causa sull'utilizzo di Paxil su minori... ...Paxil non è stato mai approvato sui bambini, per cui non c’erano avvertenze particolari sul suo uso pediatrico sul foglietto informativo del Paxil. Quindi le prescrizioni e la vendita del Paxil sui bambini è stata tutta al di là delle indicazioni effettive, cosa che è permessa ma con severe restrizioni su tali azioni promozionali e di marketing Contributo di EinsteinLeggi tutto
Volete che la scuola dei vostri figli sia un luogo d'Istruzione ed Educazione?
Creato il primo vademecum per aiutare i genitori a salvaguardare i loro diritti e quelli dei propri figli nella scuola. Contributo del CCDULeggi tutto
Il Marketing delle malattie - Come creare malattie e malati
Negli ultimi anni sono proliferati gli operatori del marketing che utilizzano la sensibilizzazione ai problemi sanitari come uno strumento potente per vendere farmaci. Sono aumentate a dismisura anche le pubblicità dei farmaci. Ad ogni ora del giorno vengono trasmessi spot per incrementare le vendite di prodotti farmaceutici contro il mal di testa, mal di schiena, mal di gola, raffreddore, ecc. Contributo di Esopo Leggi tutto
Farmakiller: Business, folle e morti in nome della medicina e della scienza - Come difendersi
Un interessante libro con prefazione di Beppe Grillo sui danni collaterali dei farmaci, psicofarmaci inclusi, scaricabile gratuitamente. I danni collaterali da farmaci sono la quarta causa di morte in America. Farmakiller è il libro verità sui rischi che corre ogni giorno la nostra salute a causa dei farmaci e della “medicalizzazione” della società. Una denuncia documentata dei danni irreparabili e delle morti causate dalla medicina ufficiale. Un colossale business costruito tutto sulla pelle dei malati e delle persone sane, avvalorato da “camici sporchi”... Leggi tutto
La società deve vigilare sulla psichiatria, questo è il senso del messaggio ribadito al convegno tenuto Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale è necessario che la società rifletta sul potere che ha dato agli psichiatri nei confronti delle persone più indifese e deboli della società. In questo modo potremo impedire gli abusi e gli orrori che giornalmente, anche mentre leggiamo questo articolo, si verificano negli ospedali psichiatrici all’insaputa della gente.
C’è stata una buona partecipazione e molte persone hanno recepito il messaggio e hanno comprato anche fino a 5 libri per regalarli ai propri cari e informare altri su quanto succede dietro le porte delle strutture psichiatriche.
Il libro di Alice Banfi si intitola "Tanto scappo lo stesso – romanzo di una matta", la storia di Alice (e non solo), non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore o giorni.
Alice Banfi ha descritto con particolari agghiaccianti le sue esperienze. “Il momento peggiore quando sei legato è quando vuoi andare in bagno, quando hai sete. Mi facevo la pipì addosso. L’impossibilità di muoversi è tremenda. Invece di diventare più sana, mi sentivo sempre peggio.”
Alice ha raccontato anche di un abuso diffuso relativo alla somministrazione di psicofarmaci. “A me davano dosi da cavallo che mi hanno persino causato un’intossicazione midollare. I miei globuli bianchi stavano scendendo al minimo e stavo per morire. A causa degli psicofarmaci a soli vent’anni andavo in giro con il pannolone. Ma la cosa strana è che tutti ricevono gli stessi farmaci in dosi assurde e per le malattie più diverse. È una cosa diffusa, sono stata in molte strutture e la musica era sempre la stessa.”
Riferendosi a psichiatri che usano gli psicofarmaci in questo modo, non ha mezzi termini: “Sono dei criminali. Penso che abbiano delle motivazioni economiche altrimenti rifletterebbero sui danni che stanno causando.”
Lorenzo Toresini, Primario dei Servizi di Salute Mentale dell’A.S. di Merano è intervenuto esprimendo la sua totale contrarietà alla contenzione. Secondo la sua opinione, la contenzione non può far altro che danneggiare la persona ed è totalmente inutile dato che nel Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano hanno dimostrato senza ombra di dubbio che si può aiutare e curare in modo umano e senza ricorrere alla contenzione.
Il dott. Toresini ha dichiarato la sua soddisfazione per queste iniziative della società civile, poiché denunciando gli abusi possono portare a una vera riforma della psichiatria.
Peter Campidell, responsabile del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Bolzano ha dichiarato di essere certo che la conoscenza di queste realtà contribuirà a far crescere la volontà di abolire totalmente la contenzione fisica, come recentemente deliberato dalla Regione Toscana, che ha vietato qualsiasi mezzo di contenzione nelle proprie strutture psichiatriche.
"Secondo un'indagine, realizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Unione Europea, circa il 29% degli europei soffre di problemi psichici, il 14% di depressione, il 16% di ansia."
Da: RAGIONPOLITICA.it - Disagio mentale. La priorità è prevenire - di Carlo D'Andrea
Se non sbaglio a contare, ben 59% degli europei soffrono di disturbi mentali.
Se non sbaglio a interpretare, ben 59% delle probabilità, l'affermazione precedente è un'aberrazione mentale.
La recente tragedia di Genova, con la morte del poliziotto Daniele Macciantelli ucciso da un giovane malato di mente, è soltanto l'ultimo evento indicativo della situazione critica in cui versa l'assistenza psichiatrica in Italia. Secondo un'indagine, realizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Unione Europea, circa il 29% degli europei soffre di problemi psichici, il 14% di depressione, il 16% di ansia. Circa 58 mila cittadini dell'Unione si suicidano ogni anno, più delle morti per incidenti e Aids, e un numero di circa dieci volte superiore tenta il suicidio. A fronte di un'incidenza sempre più alta di questi disturbi, però, solo una persona su quattro si rivolge a uno specialista, solo una su tre riceve un trattamento appropriato, sia farmacologico che di supporto psicologico. Diversi paesi del nord Europa si sono pertanto già da tempo mossi per riformare l'assistenza psichiatrica aumentando le risorse e pianificando servizi efficaci di prevenzione e di cura sul territorio.
In Italia, con la chiusura dei manicomi sancita dalla Legge Basaglia del 1978, il pubblico pare essersi ritirato dal compito così oneroso e complesso della cura e dell'assistenza per i disturbi mentali, lasciando soli i malati e le loro famiglie. E invece, se da un lato quel provvedimento ha messo fine a una pratica che spesso degenerava in veri e propri abusi, dall'altro ha segnato l'inizio della solitudine per chi si è trovato a fronteggiare l'assistenza dei propri cari. Il disagio mentale è così diventato oggi una vera e propria emergenza, tanto più grave quanto più trascurata da istituzioni e media. È questione innanzitutto di risorse, ma non solo. Spesso gli stanziamenti previsti sono sperperati in pratiche assolutamente inadeguate a rispondere, anche solo parzialmente, alle complesse esigenze delle famiglie che soffrono quotidianamente queste situazioni.
È il caso della Campania, dove la giunta regionale spende circa 11 milioni di euro, sui 15 stanziati ogni anno per il disagio mentale, prevedendo interventi specialistici per le emergenze su ventiquattro ore. Un servizio, quello notturno, costosissimo e che, per una media di una chiamata ogni dieci giorni, finisce per assorbire la gran parte degli stipendi con gli straordinari di medici e infermieri, lasciando sprovvisti di una vera assistenza quotidiana le famiglie degli oltre 280 mila pazienti campani. Altre Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna, l'Umbria e la Lombardia, si stanno adoperando per dare risposte più efficaci al disagio mentale ma mai come in questo caso la verifica dell'uniformità a livello centrale dovrebbe essere stringente, severa e costante. Non basta varare linee guida, bisogna intervenire subito con stanziamenti straordinari diretti alle famiglie che, accollandosi l'assistenza del proprio congiunto, sgravano lo Stato di un pesante onere. Il tutto, evidentemente, deve avvenire garantendo la massima trasparenza e ottimizzazione delle risorse ponendo al centro dell'intervento i malati e i loro familiari, lasciando che siano questi ultimi a organizzare l'assistenza ricorrendo al pubblico o al privato.
La discussione sul federalismo fiscale e sui decreti attuativi che dovranno definire i servizi fondamentali soggetti a perequazione integrale, e i relativi costi standard, offre oggi un'occasione imperdibile per intervenire su questa vera emergenza sociale. Come le Regioni chiedono più risorse per svolgere più compiti, così il governo centrale dovrebbe riservarsi la facoltà di riprendersi quote di gettito quando sia verificata l'incapacità, da parte delle amministrazioni locali, di offrire servizi efficaci in un campo così critico come l'assistenza psichiatrica. È necessario, inoltre, mettere mano a un piano complessivo che rapidamente intervenga nel campo della prevenzione delle malattie mentali. Oggi l'Italia spende circa il 5% del budget della salute per il disagio mentale, contro una media europea del 7,25%. Il Regno Unito destina ai disturbi mentali il 12% della spesa sanitaria e non è questione solo di solidarietà. Nel nord Europa si fa sempre più spazio la consapevolezza dell'aumento costante di queste patologie e della necessità di riuscire a prevenirle e curarle nel modo più tempestivo. Sempre secondo l'Oms, in Europa il costo economico delle malattie mentali, infatti, è enorme, tra il 3% ed il 4% del prodotto interno lordo. Intervenire nella prevenzione primaria significa aumentare le possibilità di arginare lo sviluppo della malattia e talvolta ottenere la guarigione del paziente, com'è stato provato nel caso della schizofrenia. Occorre pertanto garantire professionalità e funzionalità dei Centri di saluti mentale su tutto il territorio e aumentare l'offerta di psicoterapia nelle Unità operative di salute mentale avvicinandoci agli standard europei. Il numero di psicologi nel nostro Paese è oggi di 3 ogni 100 mila abitanti contro una media europea di 23.
La priorità è diffondere anche in Italia la cultura della prevenzione, ponendo l'accento sull'incidenza dei fattori ambientali nell'emergere di alcune patologie, e preparando ognuno ad affrontare con maturità il disagio mentale dell'altro superando lo stigma che ancora circonda queste patologie. Anni di sperperi hanno prodotto uno Stato sociale elefantiaco e inefficiente; ciò oggi c'impone una vasta opera di razionalizzazione: questo significa contenere la spesa ma anche rispondere in modo efficace nei servizi veramente essenziali per il benessere della società.
"A ben guardare, la stragrande maggioranza degli episodi più efferati ed insensati di violenza hanno il denominatore comune che la persona che ha commesso il folle gesto ERA GIA' IN CURA PSICHIATRICA o AVEVA RICEVUTO IN PASSATO CURE PSICHIATRICHE!! Ma veramente vogliono far credere che il 30% della popolazione è psicotica? E in base a quali esami medici diagnostici? Non è che ciò che viene spacciata come soluzione (con un'ottima operazione di marketing) non sia invece la causa, ovvero le sostanze psicotrope che la psichiatria somministra?"
E' stata Scientology a risollevare la carriera della popstar Pink. La cantante, abbandonata dal marito Carey Hart dopo due anni di matrimonio, era entrata in depressione ed è stata la sua amica Juliette Lewis a introdurla alla controversa fede che ha per seguaci tanti divi di Hollywood tra cui Tom Cruise, Beck, Lisa Marie Presley e John Travolta.
Pink
Lo rivela il magazine Star, sottolineando che all'inizio Pink non era molto convinta di voler aderire a questa religione, ma con il passare del tempo il suo coinvolgimento è diventato pressochè totale.
Psichiatria e contenzione: orrori e abusi quotidiani
"Tanto scappo lo stesso – Romanzo di una matta" è la storia di Alice, non nel paese delle meraviglie, ma nell'orrore dei reparti psichiatrici dove assieme alle camicie di forza farmacologiche si legano le persone ai letti per ore e giorni. La storia di anni dentro e fuori i reparti, la sua lotta per scappare e affermare la sua individualità.
Giovedì 9 ottobre alle ore 10:30 presso la casa Kolping, Largo Adolph-Kolping 3, Bolzano, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizza una conferenza per presentare il libro di Alice Banfi ed informare e sensibilizzare la gente su questi temi. Saranno presenti anche alcune persone Alto Atesine che hanno subito dei gravi abusi nei reparti psichiatrici della Provincia di Bolzano.
I manicomi sono stati aboliti trenta anni fa, ma ancora oggi dietro le porte dei servizi psichiatrici le persone che hanno un disturbo mentale sono spesso trattate come se non avessero gli stessi diritti degli altri cittadini. Vengono legate al letto o chiuse in camerini di isolamento, con metodi che farebbero giustamente scandalo persino se venissero attuati su pericolosi criminali o terroristi: chi vuole capire può leggere il libro di Alice, un'occasione unica di capire un mondo invisibile ma drammaticamente reali.
Presenteremo anche delle storie di abusi subiti negli ospedali dell’Alto Adige, ma non dovrà essere visto come un attacco contro la psichiatria della nostra provincia. Questi abusi si verificano nei nostri ospedali come nel resto d’Italia quando la gente e la politica smettono di vigilare. L’obiettivo sarà quello di informare i cittadini per sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrati ai danni delle categorie più deboli e perché possano difendere i propri cari.
Promuovere buone pratiche assistenziali significa mettere in discussione prioritariamente la contenzione (cioè la pratica di legare le persone ai letti). La letteratura sull’argomento dimostra che le camicie di forza farmacologiche e fisiche coincidono sempre con un aumento delle infezioni e delle lesioni da decubito, determinando una rapida perdita di abilità e alienazione.
Ma c’è una speranza. Anche in Italia è nato un Club dei servizi psichiatrici “no restraint” che conta quindici centri, da Trieste ad Aversa, da Novara ad Enna. Sono luoghi dove i malati ricevono ascolto, sostegno, comprensione, senza lacci e senza porte sbarrate. E anche presso il Servizio di Salute Mentale del Comprensorio di Merano si utilizza da tempo il metodo no restraint. Dopo anni di attività si è dimostrato senza ombra di dubbio che si può realizzare un sistema umano senza ricorrere alla contenzione. Bisogna far conoscere queste realtà, per far crescere la volontà di fare altrettanto.
PRESSEMITTEILUNG
Die Psychiatrie und das Fixieren am Bett: Grausen und tägliche Misshandlungen
“Ist egal, ich hau sowieso ab – Roman von einer Verrückten“ ist die Geschichte von Alice, nicht im Wunderland, sondern im Graßen von den Abteilungen der Psychiatrien, wo sie zusammen mit den Zwangsjacken von starken Psychopharmaka die Personen für Stunden und für Tage ans Bett festbanden. Die Geschichte von Jahren drinnen und außerhalb von den Abteilungen, war ihr Kampf zum Abhauen und sich ihrer Individualität durchzusetzen.
Am Donnerstag den 9.Oktober organisiert das Bürgerkomitee für Menschenrechte um 10.30 im Kolpinghaus, in der Adolf-Kolpingstraße 3 von Bozen, eine Buchvorstellung von Alice Banfi um die Leute zu diesem Thema zu sensibilisieren. Es werden einige Fälle von Misshandlungen anwesend sein, welche schwäre Misshandlungen in den psychiatrischen Abteilungen der Provinz von Südtirol erlitten hatten.
Die Irrenanstalten sind vor dreißig Jahren abgeschafften worden, aber noch heute hinter den Türen der Psychiatrie die Personen, welche geistige Störungen haben, sind oft behandelt als ob sie nicht die gleichen Rechte hätten der anderen Einwohner. Sie werden ans Bett gebunden, oder in den Zimmern eingeschlossen und abisoliert, mit Methoden welche richtigerweise Skandal auslösen würden, wenn sie von kriminellen oder Terroristen verübt würden: wer es kapieren will kann das Buch von Alice lesen, eine einmalige Gelegenheit um die unsichtbare Welt zu verstehen, aber dramatisch real.
Ecco le ultime iniziative contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini Le cose si stanno muovendo. Ieri 56 senatori hanno presentato un’interrogazione contro l’invasione delle associazioni pro-psicofarmaci nelle scuole (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=311980). Sono certo che presto avremo una legge a livello nazionale se continueremo a lottare in questa direzione.
Paolo
Petizione contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sarà presente sabato 27 settembre dalle 9.00 alle ore 19.00 a Bolzano presso il Museo Özi per organizzare una grande raccolta di firme.
In Alto Adige la psichiatria sta promuovendo una nuova “malattia dei bambini”: ADHD mancanza di attenzione e iperattivitá. Da loro definita “malattia”, anche se non riescono a dimostrare nessuna alterazione organica. Questa “presunta” malattia viene diagnosticata solo con qualche sciocca domanda. Come per esempio: il bambino muove spesso le mani o chiacchiera troppo. Non esiste nessun altro mezzo con il quale si possa fare diagnosi.
E ora abbiamo scoperto le sconvolgenti intenzioni della psichiatria e della sanità altoatesina. C’è una lettera ufficiale dell’assessorato alla sanità che parla di un progetto di screening per tutti i bambini a partire da età tenerissime al fine di “diagnosticarli” ed etichettarli come malati mentali, o peggio imbottirli di pericolosi psicofarmaci che possono indurre pensieri suicidi o creare gravi problemi cardiaci.
La gente dell’Alto Adige vuole proteggere i bambini dalle lobby psichiatriche e dalle case farmaceutiche, ma la classe politica non si è ancora fatta sentire.
Se avete a cuore i nostri bambini, affinché non vengano etichettati come malati mentali e imbottiti con pericolosi psicofarmaci, allora venite al Museo Özi a Bolzano sabato 27 settembre dalle 8.00 alle 19.00 per firmare la nostra petizione. Voi potete aiutare.
Unterschriftensammlung gegen Psychopharmaka an Kinder
Das Bürgerkomitee für Menschenrechte wird am Samstag den 27.September von 9.00 bis 19.00 in Bozen neben dem Özi Museum anwesend sein, um eine große Unterschriftensammlungsaktion zu machen.
In Südtirol will die Psychiatrie eine neue „Kinderkrankheit“ werben. ADHS Aufmerksamkeitsdefizit – Hyperaktivitätsstörung, was sie als „Krankheit“ definieren, obwohl sie keine organischen Abänderungen feststellen können. Diese „angebliche“ Krankheit wird nur mittels einiger dummen Fragen diagnostiziert. Wie zum Beispiel: Bewegt das Kind oft die Hände, oder plappert es zu viel. Es gibt keine anderen Mittel, wo die Psychiatrie diese diagnostizieren kann.
Jetzt haben wir die erschütternden Absichten der Psychiatrie im Gesundheitswesen von Südtirol erfahren. Es ist ein offizieller Brief des Gesundheitsassessors, welcher über ein Projekt über Massendiagnosen aller Kinder spricht, beginnend schon mit dem Kleinkindalter an, mit dem Ziel, sie als geisteskrank zu diagnostifizieren und zu etikettieren, aber schlimmer noch sie mit gefährlichen Psychopharmaka vollzustopfen, welche Selbstmordgedanken und schwere Herzprobleme hervorrufen können.
Die Bevölkerung von Südtirol möchte die Kinder gegen die psychiatrischen Lobby und der Pharmaindustrie schützen, aber die politische Schicht hat bis jetzt leider noch nichts gemacht.
Wenn Sie ein Herz für unsere Kinder haben, solange sie noch nicht als geisteskrank abgestempelt, und mit gefährlichen Psychopharmaka vollgestopft worden sind, dann kommen Sie am Samstag den 27.September von 9.00 bis 19.00 vorbei, um in Bozen neben dem Özi Museum Ihre Unterschrift abzugeben. Ihr könnt helfen.
Nella mia città domenica scorsa si celebrava la giornata europea dell'iniziativa "In città senza la mia auto".
Peccato che non ci fossero neanche autobus a sufficienza!
Non vi dico le attese che il bambino, mia moglie ed io abbiamo dovuto sopportare per l'arrivo della navetta. E quando l'autobus è arrivato era pieno all'inverosimile.
Pigiati come sardine siamo finalmente arrivati in città. Abbiamo fatto il giro delle bancarelle.
Poi per il rientro abbiamo subito le stesse angherie dell'andata, anzi peggio.
Dalla giornata europea de "In città senza la mia auto" ho capito che se veramente volessi rinunciare alla mia auto per andare in città, dovrei anche rinunciare alla città stessa! Almeno finchè non creassero dei servizi di trasporto alternativi più efficienti...
IL CCDU A CHIOGGIA PER DENUNCIARE E SMASCHERARE LA DISINFORMAZIONE SULL’IPERATTIVITÀ DEI BAMBINI
Le sezioni del CCDU di Verona, Padova e Trento hanno effettuato oggi a Chioggia un’azione di informazione ai cittadini ed ai partecipanti ad un convegno che promuoveva l’esistenza della “Sindrome da Disattenzione ed Iperattività” (in inglese ADHD) come vera e propria malattia psichiatrica, denunciando l’inconsistenza scientifica delle tesi a supporto di tale ipotesi.
Se la prova oggettiva di una malattia spetta a chi ne dichiara l’esistenza, gravi e fuorvianti sono state le affermazioni odierne dello psichiatra dott. Dino Maschietto, che nel suo intervento ha più volte sottolineato l’esistenza di differenze fra bambini sani e malati nelle “dimensioni del cervello” e nelle “irrorazioni di alcune parti del cervello”. Non è tollerabile alimentare questa campagna con questo genere di “prove” inconsistenti ed affermazioni azzardate che non hanno alcuna base scientifica.
Queste “diagnosi” vengono effettuate solo sulla base di test soggettivi per la valutazione comportamentale il cui unico fine è di etichettare bambini vivaci o disattenti come affetti da questa nuova “malattia” psichiatrica. Per mezzo di domandine del tipo: “ha difficoltà a giocare tranquillamente?” “Non riesce a stare seduto?” “Da seduto giocherella con le mani e i piedi?” “Non riesce a stare in silenzio?” ecc. i bambini vengono “diagnosticati” ed etichettati come affetti da ADHD.
Tra i rischi di questo stigma vi sono la prescrizione di potenti psicofarmaci come il Ritalin (che rientra nella stessa categoria degli stupefacenti) con effetti collaterali disastrosi.
Prova che i rischi di questo approccio sono reali e tangibili sono le recenti leggi approvate dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Trento per fermare l’uso di questi test attraverso le scuole ed ottenere un reale consenso informato ai genitori sui rischi dei trattamenti farmacologici. Gli stessi testi di legge sono stati presentati e sono in discussione sia in Parlamento che in altre 8 Regioni italiane.
In Veneto prima firmataria della proposta di legge è lo stesso Assessore all’Istruzione, Elena Donazzan.
Nella relazione di premessa alla legge scrive: “La tendenza a sottoporre i bambini a terapie prolungate a base di psicofarmaci – al fine di risolvere problemi che andrebbero affrontati con metodologie pedagogiche ed educative – è sempre più diffusa, e riguarda ormai molti milioni di bambini in età pre-scolare o scolare in tutto il mondo occidentale. Tale situazione impone al legislatore un intervento drastico su un orientamento terapeutico che ha la sua origine nella società americana fin dagli anni 80 e di cui è stata riscontrata la dubbia, e in alcuni casi deleteria, efficacia terapeutica. Sono prova di ciò i numerosi casi di morte o invalidità che hanno portato all'approvazione di 39 provvedimenti restrittivi in 25 stati americani e di 2 leggi federali restrittive in materia.”
Anche se nei convegni come quello odierno viene detto: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... perché, da quando sono stati rimessi in vendita, l’83% dei bambini diagnosticati iperattivi e con deficit di attenzione (ADHD) presenti nel registro nazionale sono stati messi sotto psicofarmaci? (Fonte: Istituto Superiore della Sanità)
Nessuno nega che esistano bambini con problemi di varia natura e genere; un bambino mai fermo e distratto può essere disattento o iperattivo per centinaia di motivi differenti. I comportamenti, anche problematici, sono manifestazioni di svariati problemi, non malattie.
Dopo tante, troppe, telefonate di genitori preoccupati per l'invasione di psicologi e psichiatri nelle scuole, dalle materne in su, abbiamo deciso di formulare questo VADEMECUM ad uso dei genitori.
Forse non sarà la formula migliore, ma saremmo molto negligenti a non fare nulla al riguardo.
Per una volta chiediamo che venga fatta una sorta di "catena di santantonio" per diffondere questo messaggio il più largamente possibile.
In mancanza di fondi adeguati per portare la questione all'attenzione dei milioni di genitori, usiamo la forza della rete, sperando che questa risponda.
Ci auguriamo anche che i Media, in ogni forma, facciano la loro parte.
Chiediamo ad ognuno di girare alla sua lista d'indirizzi questo documento, metterlo sui siti, sui forum e nei blog dove la maggior parte dei genitori possa vederlo.
VOI GENITORI, VOLETE CHE LA SCUOLA TORNI AD ESSERE PER I VOSTRI FIGLI UN LUOGO DI ISTRUZIONE ED EDUCAZIONE E NON UNA FILIALE DELL’ASL? LA RISPOSTA E’ SI? ECCO COSA POTETE FARE, PASSO PER PASSO
SCOPO DEL VADEMECUM:
Proteggere i bambini e le loro famiglie dalla dannosa influenza di psicologi e psichiatri nelle scuole. Sempre più genitori ci telefonano preoccupati di proposte psicologiche all’interno della scuola a partire dalla scuola materna. La maggior parte dei genitori non sa che questa è una specifica strategia per acquisire clienti in quel grande mare che è la scuola. Strategia sviluppata 40 anni fa in America da circa 10 anni è stata importata in Italia. Negli ultimi 4-5 anni ha avuto un boom anche da noi. In tutti i modi possibili psicologi e psichiatri stanno convincendo insegnanti e genitori che i problemi scolastici sono “malattie mentali” da curare e che solo loro possono risolvere il problema. Invitiamo tutti quanti a diffidare di tali professionisti che non possono dimostrare alcun cambiamento nel comportamento dei ragazzi se non un netto peggioramento. Il bullismo, che pretendono di risolvere, è una diretta conseguenza di questi programmi introdotti in Italia circa 10 anni fa.
Per maggiori informazioni
www.ccdu.org sezione pubblicazioni/opuscoli/danneggiare i giovani,
COSA FARE: 1. Recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e presentate una comunicazione da voi scritta, firmata e fatta protocollare, che dichiari il vostro totale rifiuto a far sottoporre i vostri figli a prove di valutazione psicologico-psichiatrica, come per esempio test cognitivi, di personalità, del comportamento, questionari di indagine del linguaggio, della valutazione dell’ansia e della depressione… . Questo eviterà che i vostri figli partecipino alle iniziative proposte e vi metteranno al riparo da qualsiasi intervento a vostra insaputa. Nel caso vogliate intervenire in modo più approfondito, potete fare quanto scritto di seguito; prima però è necessario conoscere quali sono gli organi scolastici nei quali voi genitori siete presenti e potete intervenire:
a. Consigli di intersezione (scuola dell’infanzia), interclasse (scuola primaria), classe (secondaria). Sono formati dai docenti, dai rappresentanti dei genitori (dagli studenti nelle scuole superiori) e presieduti o dal Dirigente Scolastico o da un docente da lui stesso delegato. Tra le funzioni si evidenziano le seguenti: - formulare proposte di carattere educativo, didattico; - esprimere pareri sull’adozione dei libri di testo; - esaminare la programmazione didattica elaborata dai docenti; - verificare ogni due mesi l’andamento dell’attività didattica, interesse, problemi, difficoltà… .
b. Consiglio di Circolo e di Istituto. E’ formato dai rappresentanti dei docenti, del personale amministrativo, dei collaboratori scolastici, dei genitori e dal Dirigente Scolastico. E’ presieduto da un genitore, eletto Presidente. Esso adotta gli indirizzi generali del P.O.F. (di cui trovate la sua spiegazione sotto) , indica i criteri generali per la programmazione educativa, elabora e adotta gli indirizzi generali della scuola, … . c. Assemblea di classe E’ l’espressione fondamentale della partecipazione dei genitori alla gestione della scuola, formata dai genitori della classe e dai docenti operanti in essa; si propone di realizzare una collaborazione costruttiva tra tutte le componenti della scuola attraverso indicazioni e suggerimenti. Durante tale assemblea verrà eletto il rappresentante dei genitori.
d. Comitato dei genitori E’ composto dai rappresentanti di classe ed ha lo scopo di promuovere iniziative che migliorino il rapporto scuola-famiglia, promuovere nella scuola e nella famiglia una maggiore attenzione alle problematiche legate all’educazione e a tutelare la sicurezza e il diritto alla salute.
Ecco a questo punto i passi che potete intraprendere: 1. Per prima cosa recatevi alla Segreteria della Scuola frequentata dai vostri figli e fatevi dare il P.O.F., che altro non è che il PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA, cioè la carta di identità dell’istituzione scolastica che esplicita tutti i servizi che la scuola offre ai suoi utenti. Qualora vi chiedono il perché, dite semplicemente che è un vostro diritto sapere il programma di studio. Visionatelo al suo interno, soprattutto in riferimento ai Progetti previsti: in particolare quelli relativi alle attività si screening, vale a dire test cognitivi, psicologici che hanno lo scopo di individuare "disturbi fantomatici" di apprendimento, "di attenzione e iperattività" ecc., che successivamente possono portare a segnalare il bambino per una etichettatura da “handicappato” o affetto da "disturbo da deficit di attenzione e iperattività", per fare degli esempi ed approdare forse nelle mani di neuropsichiatri infantili che, per risolvere il suo disagio, medicalizzano i suoi problemi, ricorrendo magari alla terapia psicofarmacologica (in Italia 50.000 circa sono già i bambini ai quali stanno venendo somministrati psicofarmaci!). Attenzione anche ai Progetti sull'affettività che spesso vengono gestiti da neuropsichiatri infantili o psicologi che entrano nella classe ad osservare i bambini. Può essere che nel Piano dell'Offerta Formativa non troviate i Progetti nella loro interezza, potreste soltanto vederne citati i titoli o una sintesi. Solitamente ai genitori non viene mostrato il Progetto nella sua interezza, ma ne verrete a conoscenza attraverso una circolare, che ne presenta solo un breve riassunto. Il Progetto è completo: ecco perchè lo si deve visionare, per evitare sorprese poi. Avete tutto il diritto (in base alla legge sulla trasparenza, che è la N° 241) di visionarli, rivolgendovi presso l'Ufficio della Dirigenza. Così facendo sarete sempre informati su quali sono i Progetti che la scuola porterà avanti nel corso dell’anno scolastico e decidere di conseguenza, anche ricorrendo al trasferimento di vostro figlio in un’altra scuola. IMPORTANTE: è stato rilevato che gli screening psicologici non sempre avvengono tramite test. Rapporti ricevuti parlano, per evitare lamentele dei genitori, di proposte di temi poi visionati da psicologi, semplice osservazione dei bambini impegnati in normali attività di gioco, giochi proposti da psicologi. Ultimamente, sempre per aggirare probabili lamentele, sono diventati più creativi: i test li consegnano a casa chiedendo ai genitori di rispondere. Questi sotterfugi la dicono lunga sulle intenzioni nascoste di psicologi e psichiatri per la scuola. 2. Per sottoporre i vostri figli a test e questionari psicologici o dei disturbi dell’apprendimento RICORDATE CHE E’ NECESSARIO IL CONSENSO INFORMATO DA PARTE VOSTRA E VOI VI POTETE OPPORRE. Nel caso in cui i vostri figli siano stati sottoposti a test psicologici a vostra insaputa potete fare un esposto per la violazione della legge sulla privacy (D. Lgs. 196/03), che potrete inviare ad esempio al Direttore dell’Ufficio Scolastico della Regione in cui risiedete, all’Assessore all’Istruzione e Formazione della Regione suddetta, al Garante della Privacy (Piazza Monte Citorio 121, 00186 Roma). Copia dell’esposto potete inviarlo anche al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, V.le Monza, 1 – 20125 Milano 3. Proponetevi come rappresentante dei genitori della classe; in tal modo, presenziando alle varie riunioni, potrete monitorare meglio la situazione didattico-educativa della classe. Inoltre avrete la possibilità di avere una maggiore comunicazione con le insegnanti di classe e collaborare con loro, aiutando in tal modo l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai vostri figli (art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani). 4. Proponetevi di far parte del Consiglio d’Istituto e, diventando così parte attiva e responsabile della vita scolastica vi impegnerete, insieme ad altri genitori, a restituire la scuola ad insegnanti professionisti che guidino gli alunni, affinchè possano crescere in modo sano ed equilibrato, sviluppando la loro personalità e consolidando, potenziando le conoscenze acquisite che applicheranno poi nella vita. 5. Qualora vostro figlio, durante un colloquio avuto con gli insegnanti o con il Coordinatore del corpo docenti, possa correre il rischio di venire segnalato come “affetto” da “handicap”, piuttosto che da “disturbi dell’apprendimento” (disgrafia= incapacità di scrivere in modo corretto, dislessia=incapacità di leggere e capire un testo scritto…) a seguito di test a cui è stato sottoposto, voi, in quanto tutori e responsabili di vostro figlio, VI POTETE OPPORRE. Avete tutto il diritto di farvi mostrare i test somministrati a vostro figlio. Fatevi spiegare e chiarire ogni cosa, ad esempio: dai test risulta che vostro figlio è iperattivo. Cosa vuol dire iperattivo? Quali sono i test scientifici che lo ritengono tale? Chi ha deciso che mio figlio è iperattivo? In base a quale punteggio? Chi ha deciso che a quel numero corrisponde un deficit? Queste sono alcune delle domande che potete porre al corpo docente. Se vostro figlio ha delle difficoltà, svariate sono le azioni che possono essere intraprese: sottoporre vostro figlio a un ceck-up completo per evidenziare possibili disturbi fisici reali, affiancare vostro figlio a un’insegnante di recupero che lo aiuti dal punto di vista didattico, modificare la sua alimentazione, che presenta allergie o disfunzioni ghiandolari o una presenza eccessiva di zuccheri, coloranti… 6. Qualora vostro figlio sia già stato diagnosticato “affetto da…”, voi avete tutto il diritto di fare OPPOSIZIONE NETTA, facendovi mostrare i test e dichiarando che state già prendendovi cura di vostro figlio al di fuori dell’istituzione scolastica, attravero un’insegnante di recupero, piuttosto che da voi stessi, per esempio. Ricordate: I GENITORI SONO GLI UNICI TUTORI RESPONSABILI DEI PROPRI FIGLI, NON E’ LA SCUOLA! RICORDATE: “Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti”. (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag. 385). PER INFORMAZIONE: Il Piemonte e il Trentino sono le prime due regioni italiane che hanno approvato una legge che pone il divieto assoluto dei test psicologici nelle scuole; ora questa legge è approdata in Parlamento. I bambini d’oggi saranno i futuri leader del domani! Per poter crescere felici devono essere responsabili delle loro azioni senza dipendere da cure psicologiche o psicofarmaci per essere dei “bravi bambini”.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Per informazioni: tel.: 02-36510685 E-mail: info@ccdu.org www.ccdu.org
BUIO MONDIALE: Il 17 settembre 2008 dalle 21:50 alle 22:00 ora locale del vostro paese. Proponiamo di spengere tutte le luci e, se possibile, tutti gli apparecchi elettrici, perché il nostro pianeta possa “respirare”. Se la risposta è massiva, la quantità di energia risparmiata può essere enorme. Solo 10 minuti e vedete che succede. Se stiamo 10 minuti al buio, staremo respirando noi e il nostro pianeta. Ricordate che l’unione fa la forza e Internet può possedere molto potere ed essere qualcosa di ancora più grande. Spargete la voce, se avete amici che vivono all’estero mandate loro le informazioni.
SCANDALO A BOLZANO: TEST PSICOPATOLOGICI A TUTTI I BAMBINI !!??
In una risposta inviata a Radio Südtirol dall'Assessore alla Sanità sulle pratiche sanitarie della Provincia di Bolzano per quanto concerne gli screening psicopatologici nelle scuole e l'abuso di psicofarmaci ai bambini, è stata inclusa questa scioccante dichiarazione:
“… Questo progetto prevede le varie competenze necessarie, per l'intero territorio nazionale, al fine di analizzare tutti i bambini nella stessa forma attuando un ampio programma di diagnostica per trovare il più precocemente e più velocemente possibile i disturbi nell’ambito dell’ADHD e problemi simili e per pronosticare i risultati in base a criteri stabiliti.“
Questo è scandaloso!!! Si cerca di far credere (o forse l’assessore ne è veramente convinto, il che è peggio) che ci sia un progetto di screening per tutti i bambini a partire da età tenerissime. Questo è esattamente l’abuso più grave contro cui ci battiamo: lo screening di tutti i bambini. Noi denunciamo da anni che questo è parte di una campagna di marketing delle case farmaceutiche e delle lobby psichiatriche per vendere psicofarmaci come è già successo in America e altrove. Con questi test i bambini “diagnosticati” vengono etichettati come malati mentali, o peggio, imbottiti di pericolosi psicofarmaci, che sono stupefacenti, droghe che possono dare dipendenza. Alcuni di questi farmaci possono indurre pensieri suicidi, altri creare gravi problemi cardiaci, che possono portarli fino alla morte.
L’assessore ci conferma le nostre preoccupazioni!
MA QUI IL PROBLEMA È BEN PIÙ GRAVE! Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole. I test psicopatologici SU LARGA SCALA sono l’invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un GRAVE RISCHIO PER LA DEMOCRAZIA.
Si tratta di un problema politico.
Inoltre l’Assessore ha dichiarato:
„… In seguito, in base a questa sospetta diagnosi e alla terapia consigliata, si daranno consigli ai genitori e alla scuola per azioni mirate ad iniziare l’assistenza individuale, la psicoterapia familiare e i farmaci. Questi ultimi sono soggetti a un controllo preciso e all’effettuazione di un piano di visite e di valutazione.“
Beh, qui la strategia di marketing delle case farmaceutiche e delle lobby psichiatriche è descritta in modo dettagliato. Le promesse di controlli non ci soddisfano.
Per di più, non esiste nessuna prova oggettiva che l’ADHD/DAMP sia un disturbo o una malattia vera e propria; In un convegno, i massimi esperti mondiali di ADHD hanno ammesso: “Le nostre conoscenze sulla causa o le cause dell’ADHD rimangono per lo più speculative”.
Perché spendere tutti questi soldi della provincia per una malattia non dimostrata scientificamente?
In einer vergangen Antwort gab der Gesundheitslandesrat an Radio Südtirol, welcher Informationen über die sanitären Vorgehensweisen der Provinz Südtirol haben wollte, weil er über die psychopathologischen Massentests in den Schulen, und über den Missbrauch von Psychopharmaka an Kinder besorgt war, gab er ihm inklusiv folgende erschütternde Erklärung als Antwort:
„… Dieses Projekt sieht ein für das ganze Staatsgebiet und alle fachlich zu begutachtenden Kinder in gleicher Form durchzuführendes breit gefächertes diagnostisches Programm vor, um Störungen aus dem Formenkreis des ADHS (Aufmerksamkeitsdefizit – Hyperaktivitätssyndrom) und ähnliche Problematiken früher, besser und genauer zu erkennen und die Ergebnisse nach festgelegten Kriterien zu bewerten.“
Das ist skandalös!!! Man glaubt, (oder vielleicht ist der Landesrat wirklich so überzeugt, was noch schlimmer wäre) dass ein Projekt gemacht werden soll, wo schon vom Kleinkindalter an aufwärts Massendiagnosen von allen Kindern durchgeführt werden sollte. Genau das ist die größte Misshandlung, gegen welche wir vorgehen: Die Massendiagnosen von allen Kindern. Wir klagen seit Jahren an, dass diese Massendiagnosen ein Teil der Marketing Strategie der Pharmaindustrie und der psychiatrischen Lobby ist, um Psychopharmaka zu verkaufen, wie es schon in Amerika und anderswo passiert ist. Mit diesen Tests laufen die als krank abgestempelten Kinder Gefahr, für ein Leben lang als Geistesgestört abgestempelt zu werden, oder noch schlimmer, mit gefährlichen Psychopharmaka gefüttert zu werden, welche Drogen, bzw. Rauschgifte sind und auch abhängig machen können. Außerdem laufen die Kinder Gefahr, Selbstmordgedanken zu haben, Herzkreislaufstörungen zu bekommen, welche sogar bis zum Tode führen können. Ebenso können andere gesundheitliche Schäden entstehen.
Hier bestätigt der Assessor unsere Befürchtungen!
ABER HIER IST DAS PROBLEM GANZ SCHÖN GROSS!Ein demokratischer Staat ist am Dienst der Bürger ausgerichtet; liefert Dienste auf Anfragen der Bürger; und dringt nicht in ihre Häuser und in ihr Leben ein, nicht mal in die Schulen. Die Psychopathologischen Tests IN GROSSEM UMFANG sind ein Einmarsch des Staates in den Familien und in den Leben der Bürger. Sie stützen sich an einer Vision eines diktatorischen Staates und vertreten ein GROSSES RISIKO FÜR DIE DEMOKRATIE.
Es handelt sich um ein politisches Problem.
Weiters hatte der Gesundheitslandesrat folgendes erklärt:
„… Daraus erwachsen dann Verdachtsdiagnosen und Therapievorschlage, die von Elternberatung und schulischen Maßnahmen über gezielte funktionstherapeutische Hilfen bis zu Einzel- und Familienpsychotherapie und medikamentösen Ansätzen reichen. Die letzteren werden dabei von der Erstverabreichung an nach einem genauen Kontroll – und Visitenplan durchgeführt und ausgewertet.“
Also, hier ist die Marketings Strategie der Pharmaindustrie und der psychiatrischen Lobby in einer guten Art und Weise detailliert beschrieben. Wir haben kein Vertrauen an ihre Kontrollversprechungen.
Und noch darüber hinaus gibt es keine objektiven Tests, welche bestätigen, dass ADHS / DAMP eine Störung oder eine wirkliche und wahrhaftige Krankheit ist. Im einem Kongress der besten ADHS Experten haben sie folgendes zugegeben: „Unsere Kenntnisse über den Grund oder über die Gründe von ADHS bleiben hauptsächlich Spekulationen“.
Warum wird für eine Krankheit, welche wissenschaftlich nicht anerkannt ist dieses ganze Geld der Provinz ausgegeben?
" Una civiltà senza pazzia, senza criminali e senza guerre, in cui le persone capaci possano prosperare e gli esseri onesti possano avere dei diritti, in cui l’uomo sia libero d’innalzarsi a più elevate altezze; queste sono le mete di Scientology."
Anche se la foto non sembra rendergli giustizia non può che essere lui: basso di statura, bandana bianca in testa, accompagnato da una misteriosa signora... ma lei non è Veronica Lario!
Possiamo confermare che si tratta di Silvio: Silvio B.....oni.
Ma lo scoop è presto smontato. In realtà si tratta di Silvio Barazzoni e la signora che lo abbraccia è sua... mamma!
Supplemento bimestrale della rivista Altroconsumo pubblicata dall'omonima assciazione
Antidepressivi? Solo nei casi gravi
Sono nuovi, costosi e poco utili. Parliamo dei farmaci antidepressivi di nuova generazione: secondo l'ultima analisi degli studi clinici esistenti non ci sono differenze tra gli effetti provocati dalla somministrazione di un placebo (cioè di una semplice pillola di zucchero spacciata per medicinale) e quella dei farmaci veri e propri nei casi di depressione lieve e moderata.
Nei pazienti colpiti da depressione grave i dati mostrano invece un'efficacia superiore, ma solo perché è il placebo ad avere un effetto minore su questi pazienti che sugli altri.
Più di 1000 firme contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha raccolto più di 1000 firme contro la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai bambini.
A Bressanone presso il Fallmerayer-Gymnasium è stato organizzato un Congresso e Seminario Internazionale e Interdisciplinare di Pediatria Sociale a cui è stato invitato il Prof. Manfred Döpfner, di Colonia: un noto rappresentante della psichiatria biologica che ha sostenuto pubblicamente la necessità di terapie farmacologiche per i bambini.
Tutto questo è stato pagato con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini.
Nella sua conferenza il professore oltre a scambiare la parola schizo-frenia con “scheisse-frenia” (tedesco per sterco-frenia) ha dovuto ammettere la totale mancanza di prove organiche della presunta malattia chiamata ADHD. Inoltre ha fatto una sconvolgente rivelazione: ”Non ci sono soluzioni precise per i problemi psichici”.
Perché dobbiamo usare i soldi guadagnati con il sudore della nostra fronte per un professore che cerca di convincerci a drogare i nostri bambini?
Nonostante le sterili proteste di un piccolo funzionario di un partito politico che non tiene alla salute dei nostri bambini e gli articoli di certi giornali prezzolati che chiedono alla gente di non firmare la nostra petizione, la gente si è espressa chiaramente: non vogliamo che i nostri bambini vengano drogati dalle case farmaceutiche e dalle lobby psichiatriche!
La gente di Bolzano si è espressa nuovamente. Che cosa aspetta la politica?
Über 1.000 Unterschriften gegen Misshandlungen von Psychopharmaka an Kinder
Das Bürgerkomitee für die Menschenrechte hat über 1.000 Unterschriften gegen die wahllose Verabreichung von Psychopharmaka an Kinder gesammelt.
In Brixen beim Fallmerayer – Gymnasium wurde ein internationales, und interdisziplinäres Kongress und Seminar über soziale Pädiatrie abgehalten, in welchem der Professor Manfred Döpfner aus Köln eingeladen wurde: ein anerkannter Vertreter der biologischen Psychiatrie, welcher öffentlich die Notwendigkeit der Psychopharmaka an Kinder unterstützt hatte.
Und all dies ist von den entnommenen Geldern aus den Taschen der Bürger bezahlt worden.
In seinem Vortrag hatte der Professor sich versprochen und anstelle der Wörter: „sei es Schizophrenie“ scheiß … scheiße, Scheißophrenie, erst dann, sei es Schizophrenie gesagt. Weiters musste er das vollständige Fehlen von organischen Proben zugeben. Außerdem hatte er eine erschütternde Enthüllung gemacht: „es gibt keine präzisen Lösungen für die psychischen Probleme“.
Warum müssen wir das von uns mit Schweiß verdiente Geld verwenden, um einen Professor zu bezahlen, der unsere Kinder versucht zu drogieren?
Trotz der unfruchtbaren Proteste eines kleinen Funktionärs einer politischen Partei, welcher nichts von der Gesundheit unserer Kinder hält, und die Artikel von bestimmten zeilenschinderischen Zeitungen, welche die Bevölkerung bittet nicht unsere Petition zu unterschreiben, hatte sich die Bevölkerung ganz klar ausgedrückt: wir wollen nicht, dass unsere Kinder von der Pharmaindustrie und von der psychiatrischen Lobbi drogiert werden.
Die Bevölkerung von Südtirol hat sich ganz klar geäußert. Auf was warten die Politiker?