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31/03/2008 Cosa sta succedendo in Tibet?
Dov'è il Tibet? Il Tibet è da sempre conosciuto come il Tetto del Mondo a causa della natura del suo territorio, in cui si trovano le montagne più alte del mondo, con ben 14 cime che si ergono al di sopra degli 8.000 mt (!!!) tra cui il celebre Monte Everest, (alto ben 8.848 mt.)
I suoi confini sono a nord con le regioni dello Xinjiang e del Qinghai, a est con quelle di Sichuan e Yunnan (tutte regioni cinesi), a sud con la Birmania, il Bhutan, il Nepal e l’India, con cui il Tibet confina anche ad ovest. Dalle sue cime nascono inoltre alcuni dei più importanti fiumi asiatici, come il Fiume Nu, il Fiume dalla Sabbia Gialla e il Fiume Lancang. Il Tibet è uno stato autonomo?
Chi sono i tibetani?
Chiunque abbia una conoscenza diretta dei tibetani e della loro lingua può comprendere l’assoluta peculiarità della cultura di questo popolo. Tale peculiarità può essere evidenziata prendendo in esame gli elementi fondamentali che la caratterizzano e che ne definiscono il concetto fornendo una risposta alla domanda: cosa si intende per “cultura nazionale”? La possibilità che tibetani e cinesi possano avere un’identità comune è assolutamente remota. Non condividono, infatti, un territorio, una lingua, una legge, il senso della storia o una letteratura, hanno avuto un’irrilevante comunanza di credo religioso e appartengono a razze diverse I tibetani affermano che il Tibet è una nazione a sé stante con una sua peculiare identità culturale. I cinesi sostengono invece che i tibetani sono membri di una minoranza all’interno della nazione cinese (talvolta definita “una famiglia di nazioni”), con caratteristiche locali nel contesto di una cultura comune. I tibetani sono un popolo unico sul pianeta perché la loro identità nazionale è imperniata sul buddismo. Per il popolo del Tibet il Dharma (la Dottrina) è tutto. Nell’arco di oltre mille anni, a partire dal re Songtsen Gampo (inizi del VII° secolo) fino al regno del V° Dalai Lama (il “Grande Quinto”, inizi del XVII° secolo), la cultura tibetana ha subito un laborioso processo di trasformazione: da etnocentrica, guerriera e imperialista è diventata universale, spirituale e buddista. Per più di trecento anni i tibetani, per propria scelta, non hanno avuto un esercito. Hanno volutamente posposto la crescita materiale a quella spirituale. Per secoli hanno utilizzato le risorse finanziarie principalmente per mantenere i monasteri e consentire ai monaci e alle suore di studiare. Non hanno considerato la ruota solo come un mezzo di trasporto ma come uno strumento per generare la preghiera, l’energia sacra del mantra “OM MANI PADME HUM”. I loro governanti, dopo aver trionfato su dinastie sanguinarie, provenivano da lignaggi spirituali di saggezza e compassione. E’ una cultura di valore inestimabile, che fa da contrappunto alla nostra, perché proiettata verso l’interiorità allo stesso modo in cui noi diamo invece peso alle cose esteriori. Potrebbe fornirci preziose indicazioni per aiutarci a ristabilire l’equilibrio del pianeta e a restituire un equilibrio spirituale a quanti sono stati follemente travolti dall’eccessivo materialismo. E’ una questione di vita o di morte, è la nostra stessa vita o morte. E’ una cultura che vive in clandestinità in patria e in libertà solamente in esilio. E’ nostro dovere proteggerla, nutrirla ed aspettare pazientemente che le persone interessate ne riscoprano il prezioso valore e sentano l’esigenza di farne tesoro. Chi è Sua Santità il Dalai Lama?
Sua Santità Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama del Tibet, è il capo temporale e spirituale del popolo tibetano. Il 10 marzo 1959 nella capitale, Lhasa, esplose la più grande dimostrazione della storia tibetana: il popolo chiese alla Cina di lasciare il Tibet e riaffermò l’indipendenza del paese. La sollevazione nazionale tibetana fu brutalmente repressa dall’esercito cinese. Il Dalai Lama fuggì in India dove ottenne asilo politico. Circa 80.000 tibetani lo seguirono e, attualmente, i profughi in India sono più di 120.000. Dal 1960, il Dalai Lama risiede a Dharamsala, una cittadina situata nello stato indiano dell’Himachal Pradesh, conosciuta anche come “la piccola Lhasa” e sede del Governo Tibetano in esilio. Sin dalla sua prima visita in Occidente, all’inizio del 1973, numerose università ed istituzioni occidentali hanno conferito al Dalai Lama Premi per la Pace e Lauree ad Honorem, in segno di riconoscimento per gli approfonditi testi sulla filosofia buddista e per il ruolo svolto nella soluzione dei conflitti internazionali, nella questione dei diritti umani e in quella, a carattere globale, dei problemi ambientali. Come e quando è avvenuta l’invasione cinese?
Nel 1950 la Repubblica Popolare Cinese invase il Tibet. Infatti i cinesi potevano contare su di un esercito armato di tutto punto, organizzato secondo una ferrea disciplina, perfettamente addestrato e che contava quattordici divisioni per un totale di oltre centocinquantamila uomini. Durante tutto il 1957 e il 1958 alle incursione della guerriglia Pechino rispose colpendo indiscriminatamente la popolazione civile, bombardando villaggi, uccidendo monaci, distruggendo monasteri e passando per le armi tutti coloro che, a torto o a ragione, erano accusati di aver aiutato i partigiani. La potente macchina bellica maoista fu responsabile in quegli anni, come appurarono in seguito due dettagliati rapporti della Commissione Internazionale dei Giuristi (3), di un vero e proprio genocidio. Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Tibet, tentò una pacifica convivenza con i cinesi, ma le mire colonialiste della Cina diventarono sempre più evidenti. La sistematica politica di sinizzazione e sottomissione del popolo tibetano segnò l’inizio della repressione cinese cui si contrappose l’insorgere della resistenza popolare. Il 10 Marzo 1959 il risentimento dei tibetani sfociò in un’aperta rivolta nazionale. L’Esercito di Liberazione Popolare stroncò l’insurrezione con estrema brutalità uccidendo, tra il marzo e l’ottobre di quell’anno, nel solo Tibet centrale, più di 87.000 civili. Il Dalai Lama, seguito da circa 100.000 tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiese asilo politico in India dove fu costituito un governo tibetano in esilio fondato su principi democratici. Attualmente, il numero dei rifugiati supera le 135.000 unità e l’afflusso dei profughi che lasciano il paese per sfuggire alle persecuzioni cinesi non conosce sosta. Cosa ha provocato l’occupazione cinese del Tibet in tutti questi anni? Oggi il Tibet è oppresso da un'occupazione illegale e repressiva. Uno degli aspetti più penosi della dominazione cinese è stato il "Thamzing" o "seduta di rieducazione", durante la quale i tibetani erano costretti ad auto accusarsi di crimini non commessi e ad autodegradarsi. I bambini erano sovente obbligati ad accusare i genitori di aver compiuto questo o quel crimine e a colpirli con sassi. Molti genitori, a loro volta, hanno assistito all'esecuzione dei loro figli, sono stati costretti a pagare i proiettili usati per ucciderli e a ringraziare i cinesi per aver eliminato "elementi antisociali".
Le donne tibetane sono soggette tuttora a sterilizzazioni forzate e a procurati aborti: occorre che i cinesi in Tibet siano sempre più numerosi e i tibetani sempre meno. Spesso vengono sterilizzate in condizioni spaventose tutte le donne in età fertile di un paese: radunate a forza davanti ad una tenda montata allo scopo, sono costrette ad attendere il loro turno ascoltando le urla delle donne operate all'interno. Manca totalmente qualsiasi forma di anestesia. Altissima è la percentuale delle donne morte per infezione, poiché vengono obbligate ad abortire anche donne gravide di cinque o sei mesi. Le donne tibetane si rifiutano di partorire negli ospedali perché in molti casi il bimbo viene loro sottratto e considerato "morto durante il parto". Inoltre il Tibet, un tempo pacifico stato cuscinetto tra l'India e la Cina, è stato trasformato in una vasta base militare che ospita buona parte della forza missilistica nucleare cinese, valutata complessivamente in 350 testate nucleari. Esistono, ormai, in Tibet numerose miniere di uranio dove la manodopera è tutta tibetana; parecchie persone vivono nei villaggi vicini alle basi atomiche, ai luoghi d'interramento delle scorie nucleari e alle miniere di uranio, sono gravemente malate, mentre continuano a nascere bambini deformi, i campi non danno più colture, gli animali muoiono e le acque dei fiumi che attraversano vasti territori dell'Asia, quali il Brahmaputra, sono contaminate da materiale radioattivo. Tutto il subcontinente indiano rischia la contaminazione. Le risorse naturali del Tibet e la sua fragile ecologia stanno per essere irrimediabilmente distrutte. Gli animali selvatici sono stati sterminati, le foreste abbattute, il terreno impoverito ed eroso. Le immense foreste delle regioni orientali del Kham e dell'Amdo, intatte sino alla metà di questo secolo, grazie ad una sorta di ecologismo naturale proprio del Buddismo, sono ormai ridotte a spelacchiate macchie circondate da un vero e proprio deserto. La deforestazione del Tibet procede senza sosta dal 1963. Più di 6000 monasteri, templi ed edifici storici sono stati razziati e rasi al suolo, le loro antiche opere d'arte e i tesori della letteratura sono stati distrutti o venduti dai cinesi. Migliaia di statue d'oro di valore inestimabile sono state fuse, trasformate in lingotti e trasportate a Pechino. La Cina proibisce in Tibet l'insegnamento e lo studio del Buddismo, l'odierna apparenza in libertà religiosa è stata inaugurata unicamente per fini di propaganda e turismo. Finti monaci prezzolati popolano finti monasteri, mentre i monaci e le monache vengono espulsi, maltrattati ed imprigionati. Oppressione ed atrocità regolano la vita dei tibetani rimasti in Tibet la cui esistenza si svolge come in un incubo senza fine. Nonostante la rigida chiusura del Governo di Pechino che si ostina a negare l'esistenza di una "questione tibetana", dal 1959 ad oggi il Dalai Lama ha formulato diverse proposte politiche per sbloccare la situazione ed avviare un serio negoziato. Il progetto più articolato è costituito dal Piano di Pace in Cinque Punti presentato dal Dalai Lama nel 1987, documento in cui si chiede che l'intero territorio del Tibet venga dichiarato "zona di pace" e smilitarizzato; che cessi la politica di massiccia immigrazione dei coloni cinesi, la quale sta riducendo i tibetani ad una minoranza nel loro stesso paese; che siano garantite agli abitanti le libertà democratiche e i diritti civili; che cessi lo sfruttamento selvaggio e sistematico dell'ecosistema tibetano e che inizino al più presto serie e concrete trattative tra le autorità della Repubblica Popolare Cinese ed il Governo Tibetano in esilio, per ritrovare una soluzione pacifica e democratica al dramma del Tibet. A tutt'oggi il governo di Pechino non ha dato risposta. Cosa sta succedendo in questi giorni? 4 gennaio 2008 Gli organizzatori hanno annunciato che la prima, spettacolare azione del Movimento di Insurrezione del Popolo Tibetano avrà luogo il prossimo 10 marzo 2008, 49° anniversario della pacifica rivolta di Lhasa contro l’occupazione cinese, con una marcia pacifica che, partendo da Dharamsala, dovrebbe raggiungere Lhasa, la capitale del Tibet. Tsewang Rigzin, Presidente del Tibetan Youth Congress, nel corso di una conferenza stampa, a New Delhi, ha affermato che “la marcia verso il Tibet è un’iniziativa dei tibetani in esilio per rafforzare resistenza e portare la lotta dentro casa”. Ha inoltre invitato i tibetani in tutto il mondo a scendere in piazza e manifestare, senza ricorrere alla violenza, ovunque la Cina faccia transitare la fiaccola olimpica. Lhasa, 10-11 Marzo 2008 Il giorno successivo, 11 marzo, attorno alle 3 del pomeriggio, centinaia di monaci del monastero di Sera (tra 400 e 500 religiosi) si sono radunati nel cortile dell’istituto monastico inneggiando alla libertà e all’indipendenza del Tibet. Hanno cercato quindi i raggiungere Lhasa per protestare contro gli arbitrari arresti avvenuti il giorno precedente e per chiedere la liberazione delle persone imprigionate nell’ottobre 2007, in occasione delle manifestazioni seguite al conferimento al Dalai Lama della medaglia d’oro del Congresso americano. Nei pressi della locale stazione di polizia sono stati fermati da almeno un migliaio di poliziotti appartenenti alle forze di pubblica sicurezza che, per disperdere la folla, hanno fatto ricorso al lancio di gas lacrimogeni. Testimoni oculari hanno riferito che almeno undici manifestanti sono stati brutalmente percossi. Fonti attendibili hanno reso noto che alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati uditi attorno al monastero di Drepung. Tutte le strade di accesso al monastero sono bloccate e la polizia ispeziona le abitazioni private dei tibetani alla ricerca di eventuali monaci o monache che abbiano cercato di ottenere riparo. In tutta Lhasa si registra una situazione di forte tensione. Lhasa, 14 Marzo 2008 In una dichiarazione rilasciata a Dharamsala, il Dalai Lama ha chiesto alla Cina di rinunciare all’uso della forza. Nella stessa dichiarazione il Dalai Lama ha affermato di essere “profondamente preoccupato” per la situazione in Tibet. ”Sono profondamente preoccupato della situazione che si sta verificando in Tibet a seguito delle proteste pacifiche degli ultimi giorni in molte aree, inclusa Lhasa. Queste proteste sono la manifestazione del profondo risentimento della gente del Tibet sotto l’attuale governo. Come io ho sempre detto, l’unita’ e la stabilita’ sotto la violenza bruta costituiscono al massimo una soluzione temporanea. E’ irrealistico aspettarsi unita’ e stabilita’ sotto un simile governo e questo non contribuira’ a trovare una soluzione pacifica e durevole. Dunque io faccio appello alle autorita’ cinesi, affinche’ smettano di usare la forza e indirizzino il risentimento covato a lungo dal popolo tibetano verso il dialogo col popolo tibetano stesso. Allo stesso tempo esorto i miei compagni tibetani a non fare ricorso alla violenza”. Lhasa, 15 Marzo 2008 Oggi la città è pattugliata da migliaia di poliziotti e percorsa da mezzi blindati. I monasteri sono circondati. Il governo locale ha intimato ai manifestanti di arrendersi e cessare ogni manifestazione entro lunedì. La televisione di stato oscura, dopo pochi secondi, tutti i notiziari sulla rivolta in corso trasmessi dalle più importanti televisioni straniere e insiste nel diffondere solo le immagini dell’assalto dei tibetani a negozi, edifici pubblici ed auto cinesi. Lhasa, 17 Marzo 2008 Lunedì 17 marzo, nella contea di Machu (Prefettura di Gannan, nel Gansu), una folla di 300 – 400 persone recanti grandi fotografie del Dalai Lama, si è diretta contro gli edifici governativi appiccando il fuoco a negozi ed uffici cinesi. Un centinaio di studenti della Marthang Nationality Middle School (Prefettura di Ngaba – Provincia del Sichuan) hanno inscenato una manifestazione di protesta all’interno del campus della scuola e chiesto a gran voce il ritorno del Dalai Lama. Si ha notizia dell’arresto di una quarantina di dimostranti. Il 16 marzo, circa 500 studenti tibetani dell’Università di Lanzhou (la capitale della provincia del Gansu), hanno dato vita ad una pacifica dimostrazione all’interno dell’istituto scolastico. Analoghe manifestazioni di protesta sono avvenute non lontano da Lhasa, presso il monastero di Gaden Choekor ed in altre località della Regione Autonoma. Dal 15 marzo, a Lhasa, la polizia cinese esegue rastrellamenti casa per casa. Si è appreso dell’arresto di centinaia di tibetani, compresi tutti gli ex prigionieri politici. Il 16 marzo, a Dharamsala, nel corso di una conferenza stampa, il Dalai Lama ha denunciato il genocidio culturale in atto all’interno del Tibet ed ha dichiarato di temere che la politica di repressione attuata dal governo di Pechino si possa tradurre in un nuovo bagno di sangue. Pur ribadendo di non essere contrario allo svolgimento dei Giochi Olimpici a Pechino, ha fatto sapere che non chiederà ai suoi connazionali di arrendersi alle autorità cinesi. Cosa posso fare io?
Se hai letto fino a questo punto, già hai compiuto un passo avanti nella tua ricerca personale per un informazione più libera. Molto probabilmente quello che hai letto non ti è piaciuto ed è nato in te il desiderio di fare qualcosa di più concreto per il popolo tibetano. Qualche idea? Potresti: - divulgare la notizia. divulga quindi questo articolo, oppure, spiega tu cosa sta succedendo a quante più persone conosci; oppure ancora, se hai un blog, dedica un tuo post alla questione tibetana; - firmare la petizione internazionale a favore del Tibet. - farti socio dell’associazione Italia-Tibet (vedi la bibliografia) che da anni propugna eventi e manifestazioni per sostenere e far conoscere la questione tibetana; - unirti ad Amnesty International per cercare di far liberare dalle carceri cinesi tutti i prigionieri politici tibetani (Vuoi sapere chi è il più piccolo prigioniero politico del mondo? Clicca qui: - decidere di unirti alle varie manifestazioni spontanee che stanno sorgendo in questi giorni, in varie città d’Italia, per solidarietà con il popolo Tibetano (per sapere come aderire, clicca qui - scrivere direttamente all’ambasciatore Cinese in Italia (Mr. Dong Jinyi, indirizzo e-mail: - unisciti anche tu come volontario alla Marcia, oppure, semplicemente, sostieni i marciatori. Puoi farlo iscrivendoti a: - infine, se sei un praticante del Dharma: sappi che è stato chiesto a tutti i Buddhisti di recitare quanto più possibile il mantra di Cenresig (Om mani Peme Hum), la richiesta è partita dai monaci stessi che stanno marciando verso il Tibet e da alcuni Geshe di Sera. Ricorda solo che, qualsiasi azione tu decida di intraprendere, di rispettare i principi della non violenza. Grazie di tutto Alice ---------------------------------------------------- (Da questi siti ho tratto informazioni e foto per potere scrivere questo articolo) www.italiatibet.org : sito dell’Associazione Italia – Tibet, il principale riferimento per noi italiani sulla questione tibetana; www.giotibet.com : sito nato appositamente per seguire le vicende sulla lunga marcia dei Tibetani verso il confine tra Tibet e India, obiettivo: Lhasa. Troverete qui tutte le ultime notizie sulle manifestazioni/rivolte/repressioni/aggressioni di questi giorni, il sito viene aggiornato minuto per minuto; www.tibetanuprising.org : (in inglese) sito ufficiale del neo costituito “Movimento di Insurrezione del Popolo Tibetano” che coordina la marcia; www.tibet.net : (in inglese) sito ufficiale del Governo Tibetano in esilio (sede ufficiale di Dharamsala); www.padmanet.com : sito Buddhista che raccoglie tutti i centri di Buddhismo Tibetano in Italia, contiene anche informazioni sul Tibet; www.casadeltibet.it/index.htm : sito sul Centro Culturale Internazionale “Casa del Tibet” che a Votigno di Canossa ha portato a nuova vita un borgo abbandonato, ricreando un Tibet in miniatura in Italia. Film (mi limito a segnalare solo i più famosi): - “Sette anni in Tibet”, con Brad Pitt, regia di Jean-Jacques Annaud ; ********* Fonte: iomangiovegetariano.myblog.it ---------------------------------------------------- Commenta e approfondisci questa notizia sul nostro FORUM News Inserita da Daria Mazzali Promiseland.it Redazione Italia 26/03/2008 Fatti vedere da uno psichiatra...I test nelle scuole di Rovereto stanno continuando?Trento, 21 marzo 2008 Spett.le Redazione Per pubblicazione
COMUNICATO STAMPA I test nelle scuole di Rovereto stanno continuando?
Dopo la telefonata allarmata di ieri da parte di un insegnante di una scuola di Rovereto che ci ha comunicato che i sondaggi dell'indagine "La Testa Altrove" promossi dal dr. Campolongo del Lions Host sono stati distribuiti in alcune scuole di Rovereto, ci chiediamo se, nonostante le recenti prese di posizione sfavorevoli ai test di vari organi amministrativi e istituzionali, i test non stiano continuando. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede al provveditorato, o a chiunque sia preposto a investigare eventuali violazioni, di intervenire per verificare queste notizie e avviare tutte le procedure necessarie per tutelare i bambini. Nel corso dell'audizione sulla legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" e approvata all'unanimità da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, il dott. Fontana, responsabile della direzione cura e riabilitazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha affermato che l'Azienda sanitaria condivide il divieto di svolgere test sullo stato psichico degli alunni. Evidenzia a questo proposito la differenza tra la somministrazione di questionari anonimi per indagini sui comportamenti e test finalizzati a screening diagnostici. Sottolinea che l'Azienda sanitaria non ritiene che la scuola sia l'ambiente adeguato per rilievi diagnostici e ricorda che a fronte della richiesta di interventi riabilitativi nelle scuole essa ha sempre espresso parere negativo segnalando che le sedi appropriate per tali attività sono quelle dell'Azienda sanitaria appositamente deputate. Nella stessa audizione il dott. Renna, dirigente del servizio per lo sviluppo e l'innovazione del sistema scolastico e formativo, ha avvisato che la struttura provinciale di competenza può occuparsi del problema nella prospettiva di risolvere difficoltà di apprendimento, diversa dall'approccio sanitario. In questo senso avverte che i test, di cui all'articolo 6 del disegno di legge n. 259, non rientrano nella competenza del dipartimento istruzione. Afferma che quest'ultimo è estraneo a tali attività e il sostegno inizialmente accordato ai convegni svolti in Vallagarina, che si giustificava come attività di aggiornamento dei docenti, è stato ritirato poiché non si tratta di una pratica che si voleva introdurre nella scuola trentina, né tantomeno di un indirizzo per il futuro. Nel corso della tavola rotonda ADHD Disturbo da Deficit dell'Attenzione e Iperattività "I lati oscuri di una 'nuova' malattia curata con la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti" l'avvocato Di Francia ha sostenuto quanto segue: "Non impedire un evento che si ha il dovere di impedire, equivale a cagionarlo: art. 40, comma 2 c.p.). Per accertare se una interferenza è legale oppure illegale occorre riferirsi alla legge. Soltanto la legge può consentire le interferenze ed indicarne le modalità. Soltanto la legge può negare o limitare nella persona –minore o maggiore di età– l'esercizio di un sacrosanto diritto, qual è quello alla riservatezza. Legge e non atto amministrativo, qual è quello assunto in nome di una generica e non meglio precisata autonomia scolastica, come, purtroppo, è accaduto. La giustificazione è, a dir poco, singolare. Chi frequenta l'ambiente scolastico sa perfettamente che, in tale ambiente, nulla si muove se non dopo che sia pervenuta una specifica circolare. È, dunque, pensabile che, in una materia tanto delicata, qual è un'indagine psicologica sui bambini, il diritto alla riservatezza, il diritto al consenso informato, il diritto alla privacy, possano essere violati in base ad una generica e non meglio precisata "autonomia scolastica"? È bene chiarire che "autonomia" non vuol dire autarchia; non vuol dire fare quello che si vuole; non vuol dire "sovranità". Vuol dire più semplicemente, facoltà di agire all'interno di una sfera, più o meno ampia di competenze, fissata dalla legge. Si dice che i test vengono fatti solo per contribuire alla conoscenza del fenomeno nelle scuole trentine, ma teniamo a ribadire che prima negli USA e poi nelle altre nazioni, si può facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto di una precisa strategia di marketing. La strategia di marketing è organizzata come segue: 1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove "esperti del settore", annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)! 2) Gli psicofarmaci atti a "curare" tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato. 3) Si organizzano convegni scientifici sul "problema" e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il "diritto alle cure e alla diagnosi precoce". 4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi. 5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di "sensibilizzare" la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia. Il risultato finale: potenziali milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti. Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall'altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell'apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale. Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole. L'uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre "rischi tremendi" ad un'intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per "controllare il comportamento in breve tempo" e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. Ricordiamo che dal 2004 negli USA, la FDA ha emanato una direttiva relativa a "black box" label warning indicando che molti antidepressivi possono incrementare il rischio di pensiero e di comportamento in alcuni bambini ed adolescenti. Il black-box warning è il più serio genere di avvertimento relativo alla prescrizione di farmaci (consiste in una etichetta con riquadro nero che avverte il consumatore dei rischi – lo stesso genere di etichette che oggi vediamo in Italia sui pacchetti di sigarette e che ne ricordano i rischi del consumo).
Paolo Roat CCDU ONLUS Sezione di Trento Sito nazionale: www.ccdu.org 22/03/2008 Cinque suggerimenti per aiutare i bambini ad avere successo - Five Tips to Help Children Succeed
Serie di successi della psichiatria
20/03/2008 MANIFESTO ECONOMICO PER UN RINNOVAMENTO SOCIALE E NAZIONALE
19/03/2008 Canale Video su Scientology
18/03/2008 Psichiatria: Importante mostra a Trento
16/03/2008 Lo strumento manageriale definitivo: Affinità, Realtà e Comunicazione parte VII - ARC Part 7: The Ultimate Management Tool
14/03/2008 Denuncia di episodi di malapsichiatria nel trentinoTrento, 13 marzo 2008 Spett. le Redazione Per pubblicazione
COMUNICATO STAMPA Inaugurazione della mostra “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO” Per colmare il vuoto di informazione sulla psichiatria e denunciare gli episodi di malapsichiatria in Trentino.
Trento. Martedì 18 marzo alle ore 10.30 presso il Palazzo della Regione verrà tenuta la cerimonia di taglio del nastro per la mostra multimediale itinerante “PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO”. Saranno presenti parecchi consiglieri provinciali, politici, medici, psichiatri, avvocati e altre personalità che hanno confermato la loro partecipazione. La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi. L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli. La mostra include anche una sezione che tratta dettagliatamente il tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, tema molto caldo in Trentino a causa degli screening tenuti in alcune scuole della Vallagarina. Fortunatamente la Provincia di Trento si è dimostrata sensibile e desiderosa di tutelare i diritti dei minori con l’approvazione all’unanimità, da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, del Progetto di Legge n. 259 ispirato alla legge già ratificata in Piemonte che prevede, tra l’altro, il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole e l’obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima della somministrazione di tali sostanze. Ma gli abusi nel campo della salute mentale non sono solo quelli sui bambini. Che cosa si sa dell’elettroshock? Sapevate che recentemente è stata inviata una petizione al Ministero della Salute per riportare in auge l’elettroshock? Ha suscitato molto scalpore la recente intervista shock rilasciata dal dott. Cassano in cui, negando tout court la realtà dei fatti, ha promosso l’elettroshock spacciandolo come cura miracolosa. Poche persone sanno che l’elettroshock si pratica ancora a Pisa, dove opera il dott. Cassano, come pure a Brescia, Oristano, Cagliari, Bressanone e Brunico, e in varie cliniche private a Roma, Verona e Bologna. Lo sapevate che lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell'elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50, affermò che questa “terapia” doveva essere cancellata? Altro tema scottante è quello del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Pensavamo che il Trentino fosse una regione privilegiata, ma gli scandalosi episodi di cui siamo venuti a conoscenza di recente ci hanno fatto ricredere. Abbiamo raccolto testimonianze di gravi abusi, di persone condotte ingiustamente in ospedale psichiatrico o sottoposte ad ASO (Accertamento Sanitario Obbligatorio) senza le necessarie cautele. La cosa sconcertante è la mancanza di informazioni e di conoscenza specifica da parte delle varie strutture pubbliche che dovrebbero essere preposte a gestire questi casi. Nel frattempo si continuano a perpetrare abusi e violazioni delle libertà fondamentali sancite dalla costituzione nell’indifferenza generale e passando tra le maglie di strutture pubbliche inconsapevoli dei danni psichiatrici potenziali, e purtroppo anche reali, di questo strumento che dovrebbe essere un’extrema ratio come affermato dal Procuratore della Repubblica di Verona dott. Papalia in un recente convegno. La natura del TSO dovrebbe essere quella di un provvedimento sanitario di carattere eccezionale, che limita la libertà personale di chi vi è soggetto per tutelare la persona stessa. Ma è veramente così? In questa mostra avremo la possibilità informare correttamente e in modo approfondito i cittadini, in particolar modo i rappresentanti delle strutture pubbliche, i legislatori e la stampa su questo tema delicato. Il video introduttivo della mostra dice: “Pensi che la psichiatria non abbia nulla a che fare con te? Ripensaci.” La psichiatria ha ormai un immenso potere e si è inserita in tutti i gangli del potere e della società. Solo se diveniamo vittime di abusi psichiatrici e solo quando colpiti direttamente ci rendiamo conto del pericolo, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. Le informazioni ottenibili visitando la mostra non sono attualmente disponibili da nessun’altra parte, se non compiendo una lunga e faticosa ricerca. Paolo Roat Coordinatore Regionale CCDU ONLUS Sezione di Trento Sito nazionale: www.ccdu.org 10/03/2008 Medico omicida/suicida: altro successo della psichiatria?Altro successo della psichiatria.
Il medico che ha compiuto la strage purtroppo soffriva di crisi depressive da tempo.
Questo solitamente significa che era in cura psichiatrica.
Nei prossimi giorni vedremo se questo dettaglio trasparirà su qualche articolo di un cronista distratto.
Da: TGcom.it10 marzo 2008 Taranto, uccise madre e due bambineMarito: "sono stato io", poi si suicidaAnna Maria Fanelli, 44 anni, e le sue figlie di 11 e 14 anni sono state assassinate a martellate in casa a Taranto. Il marito, Enrico Brandimarte, 48 anni, chirurgo all'ospedale cittadino "SS. Annunziata", ha telefonato ai colleghi dicendo di aver ucciso moglie e figlie, poi si è tolto la vita recidendosi l'arteria femorale. A nulla sono valsi i soccorsi e un intervento chirurgico per salvarlo. L'uomo soffriva di depressione. [...] Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo404336.shtml
09/03/2008 Sei forte abbastanza da ammettere di esserti sbagliato? - Are You Strong Enough to Be Wrong?
Gli antidepressivi? Sono inutili Meglio una chiacchiera del Prozac
"Gli antidepressivi? Sono inutili Meglio una chiacchiera del Prozac" E' il farmaco che a metà degli anni Novanta ha sconvolto l'Europa e rivoluzionato il campo della terapia antidepressiva, una pasticca cui sono stati dedicati libri, canzoni, film, persino il nome di un gruppo punk.
E' il Prozac, ovvero Fluoxetina cloridrato, comunemente detto Fluoxetina, e secondo un recente studio inglese la sua efficacia curativa sarebbe quasi completamente nulla. Stando a una ricerca dell'equipe del professor Irving Kirsch dell'Università di Hull, pubblicata sulla rivista on line "Public Library of Science (PLoS) Medicine", la pasticca usata in tutto il mondo per curare depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, bulimia nervosa e attacchi di panico avrebbe nella maggior parte dei casi un mero effetto placebo. Lo studio, ha precisato Kirsch, è stato presentato alla FDA (l'ente americano per il controllo sui farmaci) e sarà sottoposto anche alle autorità regolatorie europee. Gli antidepressivi come Prozac and Seroxat, stando alla ricerca, indurrebbero miglioramenti minimi rispetto al placebo, valutabili in due punti sulla scala Hamilton della depressione, che si compone in tutto di 51 punti. Questo è stato sufficiente perché le molecole in questione ottenessero l'autorizzazione alla commercializzazione, ma, sottolinea la rivista, in Gran Bretagna non sarebbe dovuto bastare. L'Istituto nazionale per l'eccellenza clinica (Nice) stabilisce che sono necessari tre punti sulla scala Hamilton per stabilire una differenza clinica significativa. "Stando ai risultati - ha osservato il professor Kirsch - non sembrano esserci grandi motivi per prescrivere gli antidepressivi se non alle persone affette da depressione grave, qualora le terapie alternative non abbiano prodotto effetti. Questo studio solleva gravi interrogativi sul modo in cui vengono concesse le autorizzazioni per i farmaci e sulla divulgazione dei dati della sperimentazione". Secondo il dottor Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell'Associazione per la ricerca contro la depressione, l'effetto farmacologico del Prozac è però innegabile: "Io lavoro con pazienti affetti da patologie gravi ogni giorno e credo che i farmaci antidepressivi debbano essere somministrati limitatamente ai casi che rispondono ai criteri diagnostici del DSM quarto, ovvero il manuale diagnostico di riferimento degli psichiatri americani. Al di là di questi casi un antidepressivo come il Prozac è fuori luogo, bisogna tentare strade alternative. Ma non possiamo negare la loro efficacia". Secondo Di Salvo, gli antidepressivi non possono essere usati come farmaci di terapia preventiva. "Sarebbe un po' come dire che appena uno ha un po' di febbre prende subito l'antibiotico. E' importante prima diagnosticare la malattia". E, a proposito del famoso effetto placebo: "Anche questo fa parte della loro proprietà curativa, perché si parla di psiche, di cervello. Di un organo composto da circa cento miliardi di cellule e dal funzionamento estremamente complesso". Lo studio inglese mette sotto accusa le multinazionali farmaceutiche, accusate, scrive il giornale, di aver manipolato i dati clinici. La popolarità degli antidepressivi, introdotti negli Usa alla fine degli anni ottanta e in Europa nel 1996, è schizzata alle stelle, scrive il quotidiano Independent, dopo le campagne in cui le industrie farmaceutiche assicuravano che si trattava di prodotti sicuri e con minori effetti collaterali rispetto ai vecchi antidepressivi triciclici. Il libro del 1994 "Listening to Prozac" (Ascoltare il Prozac), in cui si affermava che chi soffriva di "scarsa gioia di vivere" poteva curarsi con un farmaco che "ravviva l'umore", è diventato un best seller. La stessa comunità scientifica italiana continua a guardare con fiducia all'utilizzo di queste sostanze, che aumentano il tasso di serotonina nell'organismo e ridanno vita all'umore. Anche nei casi meno gravi, di cosiddetta "predisposizione alla depressione". "Al di là delle strumentalizzazioni spiega il dottor Francesco Cro, psichiatra e dirigente medico del Servizio diagnosi e cura di Viterbo, - l'efficacia degli antidepressivi è comunque innegabile. L'utilizzo di questi farmaci ha fatto diminuire drasticamente il numero di suicidi negli ultimi 15 anni, e ci sono dati statistici che lo confermano". Questi antidepressivi sono noti come inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs); il più diffuso, prodotto dalla Eli Lilly, era il farmaco più venduto del mondo, prima di essere soppiantato dal Viagra. Lo studio, condotto su sei dei più noti antidepressivi, tra cui Prozac, Seroxat, prodotto dalla GlaxoSmithKline, ed Efexor, della Wyeth, mostra che sono efficaci solo su una parte minima dei depressi più gravi. Dunque quale cura per chi è lievemente depresso? Per chi ancora, cioè, non ha varcato la terribile soglia di non ritorno che ti costringe a letto atterrito anche solo dall'idea di respirare? Il dottor Giuseppe Dell'Acqua, già allievo di Franco Basaglia e direttore del Dipartimento di Salute mentale di Trieste, spiega che la cosa migliore è "ascoltare il paziente, stargli vicino. La cura farmacologica è l'extrema ratio di un lavoro complesso e delicato, che lo psichiatra deve saper fare prima come essere umano che come medico. L'efficacia degli psicofarmaci è nulla, senza un accurato lavoro di assistenza al paziente. Credo che sia questo il senso profondo della ricerca effettuata in Gran Bretagna e credo che, più della serotonina e dell'illusione del Placebo, siano le affinità emotive tra medico e paziente a poter guarire davvero una persona". SARA FICOCELLI 08/03/2008 PSICHIATRIA: ALTRO VIAGGIO SENZA RITORNO
Citazione PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO 07/03/2008 CASTRAZIONE CHIMICA: per Veltroni la pedofilia non è un crimine, ma una malattia
06/03/2008 Nuova Vita |
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